Diecimila buche per le strade di Piacenza

Fatta la conta delle “buche” causate dal maltempo in città. Sarebbero diecimila. Così, le squadre di operatori sono già al lavoro 6 giorni su 7 per tappare le voragini. Un salasso per le casse comunali: a ritmo di 60 mila euro al mese, in totale, si dovranno sborsare 800 mila euro per ripianare la viabilità

Diecimila. A tanto ammonterebbe la conta delle buche fatta dai tecnici del Comune per verificare le condizioni delle strade dopo le abbondanti nevicate delle scorse settimane. Un numero spaventosamente grande di spaccature, soprattutto nell'asfalto più vecchio, che mettono a rischio la circolazione delle auto, chi si sposta su due ruote e i pedoni.

A volte piccole spaccature, più spesso vere e proprie voragini aperte dalla neve e soprattutto dal gelo. Per risistemarle tutte, servono 800 mila euro, quasi mezzo milione in più di quanto messo a bilancio per la manutenzione stradale del 2009. “Appena” 350 mila euro. Cifra che all'epoca sembrava più che sufficiente, ma che si rivela poca cosa alla luce delle straordinarie precipitazioni nevose di quest'inverno. E c'è da sperare, per non dissestare ulteriormente questa voce del bilancio, che il maltempo non conceda il “tris” alla città.
  Riparare le voragini costa al Comune 60 mila euro al mese. Ottocentomila euro in totale  

Già, perchè dopo la nevicata della befana, con la quale in poche ore la città si trovò sotto 20 cm di coltre bianca, un'altra bella spolverata è caduta lo scorso 2 febbraio.

Così, adesso, in città si procede a tappe forzate nel ripianare i manti stradali. Più di una decina le strade interessate: da via Borghetto a via Farnesiana, passando per l'Emilia Parmense. La Besurica, via XXIV Maggio, viale Patrioti. E chi più ne ha più ne metta. Per tappare le voragini, sono al lavoro 3 squadre di operatori, per sei giorni su sette.

Rovesciano nelle aperture quaranta metri cubi di catrame plastico ogni 24 ore che corrisponde ad un'uscita media mensile di 60 mila euro dalle casse di Palazzo Mercanti. Praticamente un salasso. Unica consolazione, le strade asfaltate “di fresco”, cioè da massimo quattro anni: via Enaudi e via Boselli, per esempio. Loro, hanno resistito alle perturbazioni di questi mesi, uscendone quasi indenni.

Il catrame plastico usato per questi interventi è di migliore qualità (e anche di maggior costo) rispetto al tradizionale bitume impiegato in lavori del genere: anzitutto è autolivellante, si assesta cioè sull'asfalto precedente con il passaggio delle auto. E poi, si spera che sia anche più resistente e che alla prossima nevicata, non si sia da capo a dodici.
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