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Nasce "Difendiamo i nostri figli": «Vigiliamo sulla diffusione dell'ideologia gender»

Scopo del Comitato è quello di vigilare sulla diffusione dell'ideologia gender nella scuola. Per questo è stato istituito un apposito osservatorio, con il compito di vigilare e segnalare al ministro ed alle competenti autorità ogni abuso

Si è costituita a Piacenza la sezione locale del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, organizzatore della manifestazione che ha raccolto un milione di persone a Roma, in piazza San Giovanni, lo scorso 20 giugno 2015. Il Coordinamento nazionale del Comitato (www.difendiamoinostrifigli.it), di cui, tra gli altri, fanno parte Mario Adinolfi, Costanza Miriano e Gianfranco Amato, è guidato dal neuropsichiatra Massimo Gandolfini. Fanno parte del Comitato Locale di Piacenza i referenti Andrea Fenucci e Gabriele Borgoni, nonché Carlo Dionedi, Livio Podrecca, Margherita Prandi, Pietro Savoia, Stefano Braconi. Scopo del Comitato è vigilare sulla diffusione della ideologia gender nella scuola, di recente negata dal Ministro Giannini. Per questo è stato istituito un apposito Osservatorio, con il compito di vigilare e segnalare al Ministro ed alle competenti Autorità ogni abuso.

«Strettamente connesso a tale fine - sottolinea il comitato - è l'impegno per evitare la approvazione del Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili che, di fatto, vuole introdurre nel nostro ordinamento il matrimonio omosessuale e la adozione di bambini da parte delle coppie gay, legittimando il ricorso a pratiche barbare quali l'utero in affitto. Il Comitato intrattiene fattivi rapporti con la politica, le istituzioni e, in particolare, con il Ministero della Istruzione, della Università e della Ricerca, per rielaborare le strategie della nobile lotta alla discriminazione, evitandone le odiose strumentalizzazioni a cui essa è stata di recente piegata, contro un'inesistente emergenza omofobica».

«La deriva in atto nel nostro Paese - continua "Difendiamo i nostri figli" - a favore della ideologia gender, non è irreversibile e può essere fermata, con l’impegno diretto di ciascuno, come dimostrato dalla Piazza del 20 giugno. A questo fine, il Comitato Locale inizierà una capillare opera di informazione, di sensibilizzazione e di presenza sul nostro territorio, prendendo contatto con le Istituzioni Politiche, le Autorità Scolastiche, le Parrocchie, ma, soprattutto, con la gente comune ed i genitori. Si prepara inoltre una nuova manifestazione pubblica, ancora più imponente di quella del 20 giugno. Chi volesse collaborare, segnalare all’Osservatorio casi sospetti di educazione affettiva o sessuale nelle scuole, od anche solo essere tenuto al corrente delle attività del Comitato può inviare una e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: piacenza@difendiamoinostrifigli.it».

Il manifesto del Comitato Difendiamo i Nostri Figli:

Il Comitato DNF fonda la propria azione culturale, sociale e politica su principi e valori irrinunciabili -che vengono di seguito esplicitati- operando con iniziative concrete idonee a promuoverli, garantirli e difenderli.

Il diritto alla vita di ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, come fondamento di ogni altro diritto (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, art. 3).

Promuovere, difendere e tutelare, ad ogni livello, la famiglia quale società naturale fondata sull’unione matrimoniale fra un uomo ed una donna, luogo sociale ed antropologico idoneo per la nascita, la crescita e la cura della prole (Costituzione della Repubblica art. 29, 30, 31).

Affermare e difendere il diritto di ogni bambino ad avere e crescere con una mamma/femmina ed un papà/maschio.

Affermare e difendere il diritto di ogni bambino di crescere ed essere educato nel rispetto ed in coerenza con la propria identità sessuata, maschio o femmina, contrastando in modo rigoroso e con ogni mezzo lecito la diffusione -soprattutto in ambiente scolastico- delle istanze proprie dell’ideologia “Gender”.

Affermare e difendere il diritto dei genitori alla responsabilità educativa dei propri figli, contrastando ogni tipo di ideologia che si ponga in contrasto con i valori educativi che i genitori hanno liberamente scelto.

Affermare il diritto -costituzionalmente riconosciuto e garantito- che nessuna persona, per nessuna condizione personale o sociale, possa essere oggetto di discriminazione, emarginazione o atti vessatori e di violenza e bullismo (Costituzione della Repubblica, art. 3).

Affermare e difendere il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, che devono essere garantiti nella loro libertà di espressione pubblica (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, art.18). 

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