Diga di Mignano, livelli tornati alla normalità

E' rientrata l'emergenza scatenata dall'acqua caduta copiosamente sul territorio piacentino nel corso delle ultime 24 ore. Il Consorzio auspica la ripresa dei lavori del Tavolo d’Arda

(Foto di repertorio)

La quantità di acqua caduta copiosamente su tutto il territorio piacentino nel corso delle ultime 24 ore (77 millimetri) e raccolta in parte anche all’interno della diga di Mignano è tornata gradualmente a livelli di normalità. L’invaso, nel momento di massima piena, ha rilasciato 66 metri cubi al secondo di acqua nell’Arda a fronte di una portata di ingresso nella diga di 120 metri cubi al secondo e soprattutto tenendo ben in conto che la possibilità di uscita  dalla stessa comprende un range da protocollo di sicurezza, fissato dall’Ex Genio Civile, fino ad un massimo rilascio di 70 metri cubi al secondo. Rientrando così perfettamente nei parametri, il monitoraggio e le operazioni tecniche richieste son state effettuate per 24 ore su 24 dall’occhio vigile dei tecnici del Consorzio di Bonifica di Piacenza. In pianura la piena dell’Arda ha causato alcune criticità nel comprensorio tra Villanova e San Martino dove le acque sono tracimate e hanno invaso i terreni circostanti e interessato una parte di zona artigianale. In questo caso i tecnici consortili sono intervenuti a fianco della Protezione Civile così come hanno fatto anche nelle zone limitrofe pompando acqua in quantità abbondante mediante l’utilizzo di una idrovora che ha allontanato i flussi e i fanghi evitando che fosse interessato il vicino polo sanitario di Villanova. L’esondazione che si è verificata mostra in modo chiaro la fragilità idraulica dell’Arda che non si presenta ancora adeguata a far fronte a portate di questa entità e consistenza. Proprio a tal proposito, in occasione di un recente incontro convocato dalla Prefettura, al quale hanno partecipato la Protezione Civile, il Servizio Tecnico di Bacino, il Consorzio di Bonifica e i sindaci dei comuni della bassa Val D’Arda, è stato sottolineato nuovamente il bisogno di procedere alla pulizia e al taglio delle piante dell’alveo del torrente in tempi utili superando la carenza delle risorse economiche per poter eseguire questi interventi. Il Consorzio, che si era già fatto promotore della proposta di collaborare concretamente ai lavori di pulizia per il miglioramento dello stato del fiume, si è reso quindi di nuovo disponibile e auspica la ripresa al più presto dei lavori del Tavolo d’Arda. Durante l’incontro, inoltre, si è affrontato il tema della mancanza di una cassa di espansione nella zona e purtroppo queste esondazioni ne sono la più tangibile delle conseguenze. E’ necessario inoltre che si migliori il livello comunicativo tra Consorzio e amministrazioni del bacino dell’Arda durante il periodo di criticità per fornire risposte coerenti e veritiere alla cittadinanza che sta vivendo un disagio di questo tipo così da dare la giusta consapevolezza a tutti i livelli interessati dal fenomeno. Anche con poche risorse infatti, ma in stretta sinergia, si può già in breve tempo dare il via ad un processo virtuoso di opere e manutenzioni volte a migliorare il deflusso dell’area che par essere il grande imputato di questa criticità.

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