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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Rivergaro

Caso Pubblica Sant'Agata, presidente e vice si dimettono dalle cariche

Katia Sartori e il vicepresidente si dimettono dalle rispettive cariche. La presidente è accusata di peculato e falso in atto pubblico. Le indagini sono state condotte dalle Fiamme Gialle e coordinate dal sostituto procuratore Matteo Centini

A quasi quindici giorni dal terremoto che ha sconvolto la Pubblica Assistenza Sant'Agata di Rivergaro che ha visto l'arresto della presidente Katia Sartori e indagati il vicepresidente e un volontario, ecco che arrivano le dimissioni dalle rispettive cariche di Sartori e del suo vice.  Le indagini della Guardia di Finanza coordinate dal sostituto procuratore Matteo Centini avevano portato nelle settimane scorse all'arresto di Sartori per falso in atto pubblico e peculato ai danni della stessa Pubblica Assistenza.  

LA DIFESA - «Confermo le dimissioni della mia assistita nell'interesse della Pubblica stessa che è un'organizzazione che lavora e ha sempre lavorato regolarmente ed è giusto che porti avanti l'attività riorganizzandosi nel migliore dei modi. Noi, - spiega la difesa di Sartori, l'avvocato Angela Maria Odelaschi (Foro di Milano) - d'altro canto abbiamo bisogno di tutte le energie per superare le contestazioni che ci vengono mosse e strutturare la difesa». Nell'interrogatorio di garanzia Sartori si era avvalsa della facoltà di non rispondere mentre il legale aveva dichiarato a margine: «Ci siamo presi del tempo per fare le nostre valutazioni». Il giorno dell’arresto Odelaschi dichiarò: «La mia assistita chiarirà ogni circostanza e spiegherà come effettivamente si sono svolti i fatti».

LE INDAGINI - «Le indagini - avevano fatto sapere gli inquirenti - hanno fatto emergere come la presidente avesse l’esclusivo possesso della “cassa” dell’Associazione ed utilizzasse personalmente le carte di credito intestate all’organizzazione di volontariato». Le perquisizioni, l’assunzione di sommarie informazioni nei confronti di oltri 30 soggetti, l’acquisizione documentale presso banche, negozi e centri commerciali cittadini «ove risultavano effettuate spese con le carte di credito intestate all’associazione, e i riscontri documentali, hanno svelato - dicono i finanzieri - il metodico utilizzo dei fondi per spese personali, come l’acquisto di generi alimentari, prodotti per la casa, prodotti di profumeria, creme di bellezza, cibo per animali domestici, abbigliamento e giochi per bambini». «Per giustificare  - proseguono gli inquirenti - le uscite la presidente era solito creare false note di rimborso spese a nome degli ignari volontari. L’assenza di fatto di organismi di controllo, come il collegio dei revisori o dei probiviri, esistenti solo sulla carta, hanno facilitato la perpetrazione delle distrazioni».  Con il provvedimento restrittivo eseguito dalle Fiamme Gialle piacentine, la Procura della Repubblica ha disposto anche il sequestro di beni per circa 100mila euro, pari al valore delle distrazioni sinora accertate. 

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