Direzione del Lavoro e corruzione, per Filosa pena ridotta in Appello

Condannato in primo grado nell’ottobre 2013 a 15 anni. I giudici di secondo grado hanno ridotto la pena di quattro anni, portando così a 11 gli anni di reclusione dell’ormai 70enne ex direttore

Pena ridotta in appello per Alfonso Filosa, al vertice della Direzione provinciale del lavoro, condannato nell’ottobre 2013 a 15 anni. I giudici di secondo grado hanno ridotto la pena di quattro anni, portando così a 11 gli anni di reclusione dell’ormai 70enne ex direttore. Filosa era stato condannato per una serie di reati - corruzione, concussione, violazione di segreto d’ufficio e indebita induzione - compiuti anni prima. Era scattata un’inchiesta della procura e Filosa era stato arrestato nel giugno del 2009.

Inoltre, a favore di Filosa c’è la prescrizione per alcuni episodi di corruzione e violazione del segreto di ufficio (alcuni fatti risalivano al 2004). In Appello, poi, è stata anche revocata la parte civile, cioè l’Avvocatura dello Stato a cui in primo grado grado era stato riconosciuto un risarcimento di 200mila euro a favore del ministero del Lavoro. Infine, la Corte di appello ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte dei conti perché valuti gli eventuali danni economici provocati dall’ex direttore. La sentenza sarà resa nota fra 90 giorni.

«Andremo avanti - hanno affermato i difensori di Filosa, gli avvocati Luigi Alibrandi e Benedetto Ricciardi - e in Cassazione riteniamo ci siano gli spazi per agire soprattutto in relazione al reato di corruzione». Il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna, ma aveva anche rilevato come la continuazione dei reati avesse portato a una pena eccessiva. E così, la pubblica accusa aveva chiesto una pena di dieci anni.

L’inchiesta condotta dal pm Antonio Colonna, in cui vennero coinvolte altre persone, aveva portato alla luce come alcuni imprenditori avrebbero pagato Filosa per “ammorbidire” i controlli sui luoghi di lavoro - o per farli conoscere in anticipo - e come molte aziende avessero ceduto al carisma del potente direttore arrivando a pagarlo anche con un viaggio.

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