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Disfagia, due giorni di focus a Piacenza con i massimi esperti nazionali

La disfagia è un disturbo grave e ancora poco conosciuto: l’Azienda Usl di Piacenza ha costituito un gruppo multidisciplinare, che da circa 3 anni vede lavorare insieme medici, logopedisti, infermieri e fisioterapisti, con l'obiettivo di affrontare al meglio le complesse problematiche dei pazienti e di formare e informare personale interno ed esterno sui percorsi specifici di trattamento

La disfagia è un disturbo grave e ancora poco conosciuto: l’Azienda Usl di Piacenza  ha costituito un gruppo multidisciplinare, che da circa 3 anni vede lavorare insieme medici, logopedisti, infermieri e fisioterapisti, con l'obiettivo di affrontare al meglio le complesse problematiche dei pazienti e di formare e informare personale interno ed esterno sui percorsi specifici di trattamento. Per disfagia s’intende la difficoltà o impossibilità di masticare il cibo, preparare il bolo e deglutirlo. È un disturbo molto frequente nell’ambito delle patologie dell’adulto e del bambino (neurologiche, otorinolaringoiatriche e altre). Si riscontra in pazienti con ictus, Parkinson, trauma cranico, Sclerosi multipla, Sclerosi laterale amiotrofica, dopo chirurgia otorinolaringoiatrica testa-collo, disturbi cognitivi e comportamentali (come l’Alzheimer) e nel 45 per cento delle persone oltre i 75 anni. 
A questo importante argomento è dedicato il corso di aggiornamento nazionale “Disfagia e nutrizione, una problematica senza età”, in programma domani, venerdì 23 ottobre, e sabato 24 ottobre al Park Hotel di Piacenza. 
Il convegno riunisce i massimi esperti italiani del settore, per un focus significativo sui danni causati dal mancato riconoscimento precoce della disfunzione; verranno in particolare trattati gli aspetti legati alla gestione della disfagia nei reparti per acuti, nel bambino e sul territorio.

Sono attesi un centinaio di partecipanti: “Le esperienze di diverse regioni italiane riportate da relatori accreditati – evidenzia il dottor Roberto Antenucci a nome del gruppo Ausl che segue la disfagia - mostreranno la complessità di percorsi di cura che necessariamente devono coinvolgere più professionisti in una logica di rete e che vorremmo ulteriormente implementare qui a Piacenza”.  “Il valore aggiunto è il sostegno, sia in termini di patrocinio sia di concreta collaborazione, offerto dalle società scientifiche e da enti e associazioni locali con i quali da tre anni collaboriamo attivamente su diversi progetti”. 
“La disfagia – aggiunge Antenucci - è un problema molto complesso da trattare specialmente nei pazienti gravi, richiede un’ampia rete di esperti sia nella fase diagnostica, sia in quella terapeutica, rappresentando quindi un capitolo molto importante nell’ambito della gestione clinica del paziente che ne risulta affetto. Espone inoltre i pazienti al rischio di aspirazione tracheo bronchiale, di malnutrizione e disidratazione, di complicanze broncopolmonari e di restrizione della vita sociale”. 
“L’esperienza del nostro gruppo, multiprofessionale e interdisciplinare, è ben consolidata: le competenze trasversali e specifiche consentono di affrontare problemi anche complessi e ancora poco conosciuti anche dagli addetti ai lavori”. La presenza e persistenza di disfagia può comportare un aumento dei tempi di degenza ospedaliera e influire sul tasso di mortalità, in particolare nei primi mesi dall’insorgenza.

“È quindi fondamentale l’individuazione precoce del disturbo e la successiva attuazione di percorsi specifici di trattamento per migliorare le potenzialità del recupero della funzione deglutitoria residua attraverso l’impiego delle modalità di nutrizione più sicure e funzionali per il paziente e i caregiver, le tecniche rieducative specifiche, le posture compensatorie e l’eventuale modifica di consistenza degli alimenti”. L’obiettivo è quello di saper individuare la disfagia e avviare il più precocemente possibile il paziente a un percorso personalizzato ed efficace, prevenendo nel contempo le gravi complicanze cui egli può andare incontro se non adeguatamente trattato”.

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