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Disturbi alimentari, 3 milioni di giovani italiani coinvolti

Festival del Diritto: gli operatori del dipartimento di Nutrizione dell'Asl hanno incontrato gli studenti per parlare di anoressia, bulimia, e in generale di tutti i disturbi dello spettro alimentare

Non sono una moda, non un capriccio: i disturbi alimentari sono una vera e propria malattia, una piaga sociale che colpisce circa 3 milioni di giovani (in prevalenza donne, ma sempre più ragazzi) solo in Italia. Ed è stato appunto con l'intento di restituire dignità a questi giovani, troppo spesso non riconosciuti come malati, che questa mattina nel salone d'onore di Palazzo Rota Pisaroni il Festival del Diritto edizione 2016 ha portato gli operatori del dipartimento di Nutrizione dell'Asl (Mara Negrati, Antonia Pazzoni, Monica Premoli e Anna Vecchia, coordinati da Vanessa Monterosso, Elena Uber e Domenico Zucca), ad incontrare i ragazzi delle scuole e i piacentini per parlare di anoressia, bulimia, e in generale di tutti i disturbi dello spettro alimentare. 

"Purtroppo c'è molta disinformazione, o mala informazione che dir si voglia, intorno a queste problematiche - ha spiegato Elena Uber, operatrice del Sert Valdarda - con questo incontro vorremmo restituire dignità alla malattia, e raccontare come il sistema dell'Asl piacentina raccolga e cerchi di risolvere il disagio dei pazienti e delle loro famiglie. Abbiamo creato una rete di operatori - medici, psicologi ed educatori - che insieme collaborano, ognuno nell'ambito dei propri servizi, per seguire i giovani pazienti in carico nella nostra zona, che attualmente sono circa 260".

Questo il dato ufficiale: ma il disturbo alimentare è una patologia subdola, spesso non riconosciuta se non quando ormai diventa evidente agli occhi di tutti; oppure mai, dal momento che se l'anoressia nervosa è ben riconoscibile nell'estrema magrezza di chi ne soffre, è vero purtroppo che tutte le altre patologie (bulimia in primis) non sono facilmente individuabili. È proprio con lo scopo di far conoscere queste problematiche, spesso relegate dall'opinione pubblica alla stregua di capricci, che nel 2010 é nata l'associazione di famiglie e pazienti Puntoeacapo, promotrice dell'incontro di oggi. 

Alla dottoressa Mara Negrati e al suo staff il compito di illustrare gli aspetti più caratterizzanti di una malattia che potremmo definire "moderna": "I primi casi documentati di anoressia nervosa risalgono ai primi anni '60, mentre per la bulimia dobbiamo aspettare fino al 1979 - ha spiegato Negrati - patologie tutto sommato recenti e poco conosciute ma altamente invalidanti e sopratutto pericolose. I dati parlano chiaro: dopo 20 anni di malattia la mortalità è di circa il 20%. 

"Il disturbo alimentare di fatto é l'espressione esteriore di un profondo disagio psichico, non passeggero, assolutamente non risolvibile con banali esortazioni a mangiare di più o a mangiare meno - ha proseguito la dottoressa - pesanti sono le manifestazioni sul piano clinico (osteoporosi, disordini endocrini, disturbi dell'apparato digerente e muscolo/scheletrico), ma é fondamentale intervenire congiuntamente anche sul piano psicologico, perché è nella mente che nasce il disagio. I giovani malati (il picco d'incidenza è fra i 15 e i 18 anni) sono spesso soggetti perfezionisti, che si sentono sempre fuori posto e sotto pressione. Anche la frequentazione di ambienti che enfatizzano la magrezza come caratteristica positiva - certi sport, il mondo nella danza, della moda e dello spettacolo - possono canalizzare il disagio verso questa pericolosa deriva, ed è per questo che abbiamo in programma incontri di sensibilizzazione rivolti proprio alle scuole di danza e simili affinché non siano veicolati messaggi fuorvianti. Guarire si può, guarire si deve: "Ma le cure devono essere adeguate e tempestive".

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