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Il collo di bottiglia trovato dagli agenti delle volanti nei pressi del market

Il collo di bottiglia trovato dagli agenti delle volanti nei pressi del market

Documento non tradotto, richiedente asilo torna in libertà

Il nigeriano di 22 anni accusato di aver ferito un connazionale, in via Torricella il 30 luglio scorso, per un debito di 20 euro. Davanti al gip non capisce il provvedimento dell’obbligo di firma e la difesa fa annullare il provvedimento

L’ordinanza dell’obbligo di firma non era stata tradotta nella sua lingua. Un vizio di forma che ha fatto tornare in libertà il nigeriano, richiedente asilo per motivi politici, accusato di aver colpito al braccio - con un collo di bottiglia - un connazionale a cui doveva del denaro. Il 13 settembre, si è svolto l’interrogatorio di garanzia del 22enne davanti al giudice per le indagini preliminari Luca Milani. Il difensore dell’immigrato, l’avvocato Mara Tutone, ha ricevuto la richiesta del nigeriano che aveva detto di non capire le accuse, perché non parla italiano. Tutone ha così chiesto al giudice la nullità della misura cautelare (l’obbligo di firma) e la remissione in libertà. A fare le spese della violenza del nigeriano un connazionale di 23 anni. Quest’ultimo, un sarto, avrebbe dovuto ricevere 20 euro dal 22enne. Ora, il 22enne, che di fatto è senza fissa dimora e vivrebbe di espedienti tra il Lodigiano e il Piacentino, potrebbe far perdere di nuovo le proprie tracce vanificando così le ricerche dei poliziotti della Squadra mobile (l’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Matteo Centini) che lo avevano identificato dopo un lungo lavoro. Sbarcato in Sicilia nel settembre 2015, il giovane aveva richiesto la protezione internazionale. Nel 2016 era stato denunciato per rissa a Lodi, gli era stata revocata l'accoglienza ma aveva presentato un ricorso e tuttora è in attesa dell’esito. A tutto questo, ha poi aggiunto l’aggressione in via Torricella.

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