Cronaca

Dollari falsi, in nove a processo: tra loro un commercialista e un ragioniere piacentini

Si è aperto nella mattina dell'8 gennaio il processo nei confronti di sei persone accusate di introduzione nello Stato e spendita di banconote false. Il dibattimento arriva a conclusione dell'inchiesta che nel luglio dello scorso anno portò i carabinieri ad arrestare 19 persone, tra italiani e stranieri

Si è aperto nella mattina dell'8 gennaio il processo nei confronti di sei persone accusate di introduzione nello Stato e spendita di banconote false. Il dibattimento, presieduto dal giudice Italo Ghitti, pm Emilio Pisante, arriva a conclusione dell’inchiesta che nel luglio dello scorso anno portò i carabinieri ad arrestare 19 persone, tra italiani e stranieri. I falsari avrebbero, secondo le accuse, importato dalla Nigeria banconote da 100 dollari abilmente falsificate. Il processo si è aperto, ma è stato subito rinviato alla fine del mese. Davanti al giudice compaiono: M. G., D.A., M. T., F.C., G.D.R., A.L..

Oltre ai sei imputati, altri tre hanno scelto riti abbreviati e i procedimenti si sono conclusi alla fine di novembre. T.G.e G.M. hanno patteggiato la pena rispettivamente di 8 mesi e un anno e sei mesi, mentre G.B., difeso dall’avvocato Alessandro Righi, ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a un anno e 8 mesi.

I carabinieri arrestarono 19 persone: italiani e stranieri residenti in provincia e in Lombardia. La banda di falsari non si limitava a spacciare banconote. Il gruppo importava dalla Nigeria, dove avviene la produzione, banconote false da 100 dollari realizzate con la cartamoneta originale da un dollaro. Il dollaro viene “sbiancate” e sopra ci stampa la cifra di 100, poi venivano recapitate nel nostro Paese in plichi, occultati in oggetti di uso comune (medicinali di erboristeria, riviste, custodie per cd) spediti tramite ignare società internazionali di spedizione e quindi immesse nel circuito economico.

A far scattare le indagini, nel febbraio 2013, sono stati due versamenti da 7mila euro, in banconote da 100, che un commercialista piacentino aveva effettuato in due banche di Piacenza. I soldi avevano passato i controlli locali, ma non quelli del centro di raccolta, dove si sono rivelati falsi ed è scattato il sequestro. A quel punto, i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo, coordinati dal pm Pisante, hanno cominciato a risalire a ritroso il percorso del denaro, arrivando a incastrare i 19.

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