«Tanta cattiveria contro don Stefano viene dal demonio»

I parrocchiani difendono il sacerdote ed esprimono dubbi sulla Diocesi e su una comunità: «E’ innocente, mai visto tanto accanimento. Non è un atteggiamento da cristiani. Tanti lati oscuri. Sto con lui anche se venisse condannato»

Don Stefano Segalini circondato dai parrocchiani fuori dall'aula del tribunale (foto Gis)

Quando don Stefano è uscito dall’aula è stato subito abbracciato con calore dai parrocchiani che lo aspettavano. Un affetto, un’amicizia che gli hanno voluto dimostrare in modo fisico: baci, carezze, abbracci, mani sulle spalle. Tutti fuori ad aspettare, perché i giudici hanno deciso, su richiesta delle parti civili, di celebrare il processo a porte chiuse.

Don Stefano Segalini, con il sorriso sulle labbra, la tranquillità sul volto, poteva camminare a fatica tra i suoi parrocchiani e amici, che si sono schierati dalla sua parte senza se e senza ma. Per tutti, l’ex parroco di San Giuseppe operaio è innocente. Non può aver commesso reati così terribili come le violenze sessuali dopo aver drogato alcuni ragazzi, secondo la procura. E dietro a questa storia ci sono tanti lati oscuri, hanno detto, o incomprensibili, come l’atteggiamento del vescovo che annunciò in chiesa di averlo allontanato.

«Mai visto un accanimento così violento verso una persona. Credo sia innocente - ha affermato Gabriella Cagnani - ma potrebbe anche essere colpevole… aspettiamo la sentenza. Ma io sono scandalizzata dal fatto che tutto sia nato all’interno delle comunità neocatecumenali. Mi aspettavo un atteggiamento più cristiano. Non è questo il modo di trattare una persona se ci diciamo cristiani. C’è tanta cattiveria che viene dal demonio, non da Cristo».

Arturo Zambianchi lo ha visto crescere: «Quando don Stefano era un bambino c’era la dualità tra la Dc e il Pci. Tutta la sua famiglia era iscritta al Pci. Lui ha seguito la propria vocazione in modo convinto. Lo ritengo innocente e sono allibito da quelle accuse. Quando ci sono degli interessi economici, lui aveva ristrutturato la sua casa e la parrocchia, a qualcuno sorgono dubbi».

Un’altra lancia a favore del don la spezza suo cugino, Mauro Segalini, ex sindaco di Piozzano. «Prima di tutto - scandisce - sono qui per portare la solidarietà a mio cugino. Purtroppo, non possiamo seguire il processo perché è a porte chiuse. Sono sicuro che don Stefano sia innocente. In questa storia ci sono molti lati oscuri. Ad esempio, è strano il modo in cui è stato messo alla gogna, anche a livello nazionale, mentre altri casi sono stati coperti».

Per Barbara Cagnoni «fiducia in don Stefano al cento per cento. Lo conosco da quando è nato. Ho seguito tutto il suo percorso. Anche se fosse condannato non lo abbandonerei, gli starei vicino. C’è un lato oscuro in questa storia. Per me, è innocente. Quando qualcuno di noi ha avuto bisogno, lui c’era. non posso sapere cosa sia accaduto veramente, ma credo in don Stefano».

Le fa eco Fabio Azzani: «Il don è vittima di un complotto, è stato incastrato. Aveva una parrocchia troppo grande e molti lo volevano circuire. Ritengo sia innocente, lo conosco da 30 anni».

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Incredulità anche per Vittorio Lorenzi: «sono rimasto sorpreso quando sono venuto a sapere di queste accuse. Speriamo che emerga l’innocenza, Anche se non conosco la vicenda ho fiducia in lui, perché faceva del bene. E’ una brava persona. Stamattina lo abbiamo visto tranquillo, ci ha salutato come amici».

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