Abusi sessuali, arrestato ex parroco di San Giuseppe Operaio

Don Stefano Segalini agli arresti domiciliari su ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm Emilio Pisante e firmata dal gip del tribunale. Il sacerdote, che in maggio era stato destituito dall'incarico, è indagato anche per il reato di procurato stato di incapacità

Don Stefano Segalini, ex parroco della parrocchia di San Giuseppe Operaio, è stato arrestato per violenza sessuale. Il sacerdote, che in maggio era stato allontanato dal vescovo e destituito dell'incarico parrocchiale, è indagato dalla procura della Repubblica di Piacenza per violenza sessuale aggravata e per procurato stato di incapacità (articolo 613 del codice penale). Nel pomeriggio del 31 luglio la squadra mobile di Piacenza ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari richiesta dal pm Emilio Pisante e firmata dal gip del Tribunale di Piacenza. Nei prossimi giorni il sacerdote piacentino verrà ascoltato per l'interrogatorio di garanzia.

Don Segalini è sospettato di abusi sessuali su ragazzi adulti, in ambito parrocchiale, dopo aver somministrato sostanze per ridurne la coscienza. Nel maggio scorso, dopo alcuni esposti giunti in Diocesi, il vescovo Gianni Ambrosio lo aveva destituito dall'incarico di parroco della parrocchia di via Martiri della Resistenza, disponendo l'allontanamento presso un centro diocesano di "cura spirituale" in Lombardia. Contestualmente ed autonomamente erano partite anche le indagini della squadra mobile di Piacenza guidata da Serena Pieri, che, in questi mesi, ha ascoltato diversi giovani della parrocchia. Di recente la polizia aveva effettuato anche una perquisizione nella parrocchia. Due indagini parallele, in sostanza. 

L'arresto di don Segalini, disposto dal gip, è basato su una misura cautelare nel corso di un'indagine che non è ancora terminata: la procura ha però valutato, sulla base dei primi riscontri, che possano sussistere una o più delle cosiddette esigenze cautelari (pericolo di fuga, di inquinamento delle prove, o di reiterazione del reato). Per questo il sacerdote si trova dal 31 luglio agli arresti domiciliari, in attesa dell'interrogatorio di garanzia. In quella sede il giudice dovrà decidere se confermare la misura restrittiva nei suoi confronti, mentre don Stefano potrebbe già fornire una propria versione dei fatti.

LA DIOCESI: «UN DOLORE CHE CI INTERROGA»

«La notizia dell’arresto di don Stefano Segalini – interviene a nome della Diocesi di Piacenza-Bobbio monsignor Luigi Chiesa, vicario generale - e del provvedimento cautelare deciso dalla magistratura ci addolora profondamente. Il dramma di chi si dichiara vittima di abusi come pure il dramma di chi si ritrova accusato di una colpa tanto grave ci chiedono anzitutto vicinanza e preghiera. Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità.

Assicuriamo preghiera e vicinanza a tutti coloro che sono coinvolti in questa tristissima vicenda e in particolare alla comunità di San Giuseppe Operaio. Per la delicatezza della situazione e il rispetto dell’operato della magistratura nelle indagini in corso, riteniamo doveroso non rilasciare ulteriori commenti. E se queste notizie ci riempiono di dolore, proprio per questo come cristiani siamo chiamati tutti ancor più urgentemente a dare testimonianza responsabile ed evangelica perché, come altre volte è accaduto nella storia della Chiesa, anche attraverso queste ferite ci sia una rinascita».

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