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Indagini in corso / Porta Galera / Via Scalabrini

Violentata in strada, 27enne in carcere. Vittima sotto choc in ospedale. Tarasconi: «Criminale vigliacco»

Il giovane arrestato dalla polizia in via Scalabrini è un richiedente asilo della Guinea. La vittima sotto choc in ospedale. E' accusato di violenza sessuale. Il commento del sindaco: «Spero che non si scada nella strumentalizzazione riguardo la nazionalità del delinquente»

Ha creato grande sgomento in città il grave fatto accaduto all'alba di domenica 21 agosto in via Scalabrini, dove un uomo africano di 27 anni, originario della Guinea, ha violentato una donna ucraina di 55 anni sul marciapiede in mezzo alla strada. Solo il provvidenziale rapido intervento delle volanti della questura - allertate grazie alla segnalazione di un residente che svegliato dalle grida di aiuto della donna ha chiamato il 113 - ha permesso di interrompere la violenza in atto. In un video, in possesso degli inquirenti, si vede chiaramente l'uomo che si avvinghia addosso alla vittima a terra sul marciapiedi di via Scalabrini.

L'immigrato, che si trova in Italia con lo status di richiedente asilo, è stato ammanettato e portato subito in questura. Qui ha trascorso la mattina interrogato dalla polizia, e intorno alle 14 è stato portato in carcere alle Novate con l'accusa di violenza sessuale. I contorni della vicenda li stanno ancora chiarendo gli agenti delle volanti coordinati dalla Procura della Repubblica di Piacenza. Al momento pare certo che i due non si conoscessero e che la donna fosse da sola. La donna si trova ancora ricoverata al pronto soccorso in stato di choc dopo l'accaduto. Avrebbe riportato anche alcuni lievi traumi ma le sue condizioni non sono fortunatamente gravi.

«È agghiacciante quello che è accaduto questa mattina all’alba in via Scalabrini. È agghiacciante che una donna sola sia stata assalita da un criminale vigliacco che ha abusato di lei», commenta il sindaco Katia Tarasconi. «Appena possibile contatterò questa povera vittima, che tra l’altro arriva da un Paese martoriato dalla guerra, l’Ucraina, e le farò sentire tutta la mia personale vicinanza come donna e tutta la vicinanza dell’intera comunità piacentina che rappresento». 

«Chi ho già contattato invece è la persona che ha di fatto salvato questa povera donna impedendo che il crimine in corso avesse conseguenze ancora più gravi: il piacentino che, da casa sua, ha sentito le urla della vittima e ha immediatamente chiamato le forze dell’ordine, praticamente in diretta, consentendo quindi l’intervento tempestivo della polizia che ha bloccato e arrestato il responsabile. Non dico “presunto” responsabile perché questo delinquente è stato colto sul fatto. È un cittadino della Guinea che ora si troverà a rispondere del suo crimine osceno di fronte alla giustizia del Paese a cui stava chiedendo asilo. Perché è così che funziona in uno Stato di diritto: i criminali devono pagare per ciò che hanno fatto». 

«Spero che non si scada nella strumentalizzazione riguardo la nazionalità del delinquente, come se fosse colpa di chi si impegna per l’accoglienza e l’integrazione se un richiedente asilo commette un crimine. La colpa è del richiedente asilo in questione. Punto. È stato fermato grazie a un piacentino che non si è voltato dall’altra parte e ha fatto ciò che tutti i cittadini dovrebbero fare in casi del genere: chiamare le forze dell’ordine, metterle nelle condizioni di poter fare il loro lavoro che consiste nel salvare le persone, nel proteggerle. Questo è avvenuto oggi. Grazie a questo piacentino, di cuore, e grazie al personale della Squadra Volante della polizia che si è fatto trovare pronto e ha fatto il suo dovere con spirito di servizio, professionalità e soprattutto tempestività, che in questo caso più che mai ha davvero fatto la differenza».

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