Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Porta Galera / Piazzale Guglielmo Marconi

Dopo la lite tra marito e moglie arrivano i carabinieri: dovevano scontare 20 anni di carcere, arrestati

Lei 39 anni, lui 41, venerdì sera hanno avuto un diverbio in piazzale Marconi a Piacenza. All'arrivo dei carabinieri sono stati accompagnati in caserma dove è stato accertato che sui due pendevano ordini di carcerazione della Procura di Roma. Con loro i figli minorenni affidati ai servizi sociali

I carabinieri davanti alla stazione di Piacenza

Fuga finita per una donna di 39 anni e suo marito di 41 anni, di origine bosniaca, arrestati venerdì sera in piazzale Marconi a Piacenza, vicino alla stazione ferroviaria, in esecuzione di un'ordinanza di carcerazione emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. A fermarli è stato un equipaggio del Nucleo radiomobile della Compagnia di Piacenza che stava effettuando un normale servizio di controllo del territorio. In quel momento ai militari è arrivata dalla centrale operativa la segnalazione che una donna straniera era stata vittima di un’aggressione da parte del marito e di un figlio minore, nei pressi dello scalo ferroviario. Così la pattuglia del radiomobile in viale Sant’Ambrogio, all’altezza della rotonda di Piazzale Marconi, ha individuato e fermato la donna che era alla guida di una Ford Focus, con targa straniera, e in compagnia di un bambino seduto sul sedile anteriore. Era priva di documenti di guida e di identità. Era in stato di agitazione in quanto aveva appena avuto un acceso diverbio con suo marito e con suo figlio di 15 anni. I due, però, non si erano allontanati e i militari li hanno fermati, seduti ad un tavolino del bar vicino alla rotonda del piazzale dove era stata fermata la donna. Dovendo approfondire e verificare l’eventuale accaduto, con l’ausilio delle pattuglie delle Squadre d’Intervento Operativo del Quinto Reggimento Carabinieri di Mestre, in questi giorni in servizio a Piacenza, tutto il nucleo famigliare è stato portato in caserma in via Beverora.

E’ bastato inserire i loro nomi nel sistema per scoprire che nei loro confronti pendevano dei provvedimenti restrittivi. In particolare nei confronti dell’uomo di 41 anni, nato in Bosnia-Erzegovina, senza fissa dimora e con precedenti penali, è emerso un provvedimento definitivo che disponeva la reclusione di 11 mesi e 4 giorni per reati contro il patrimonio, la persona e in materia di immigrazione per alcuni fatti commessi a Roma e in altre province tra il 2005 e il 2015. Nei confronti della donna di 39 anni, nata in Bosnia-Erzegovina, incinta, senza fissa dimora e con numerosissimi precedenti penali, è emerso un provvedimento di cumolo di pene definitivo di espiazione che disponeva la reclusione di 18 anni, 4 mesi e 28 giorni per numerosi furti, borseggi e reati contro il patrimonio per fatti commessi soprattutto a Roma tra il 1995 e il 2013. La coppia era seguita da due figli minori, di 7 e 15 anni, che sono stati affidati ai servizi sociali del Comune di Piacenza per essere collocati in due strutture di accoglienza. La donna è stata sanzionata amministrativamente per guida senza patente perché mai conseguita e l'autovettura è stata sottoposta a sequestro amministrativo. Espletate le formalità di rito, l’uomo è stato associato al carcere delle “Novate”, mentre la donna è stata ristretta presso la casa circondariale di Reggio Emilia.

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