Cronaca

Dopo le armi, scatta l’inchiesta per i maltrattamenti alla convivente

Incidente probatorio, sentite le piccole figlie di un uomo, accusato dalla donna con cui viveva di averla maltrattata. Il 56enne è già stato condannato per detenzione di armi da guerra e sta scontando la pena agli arresti domiciliari. Lei lo denunciò, ci sarebbe anche un episodio di violenza sessuale, quando lui venne arrestato per le armi

La Uzi

Dall’inchiesta sulle tante armi trovate in casa sua era emerso anche che quell’uomo maltrattava la convivente. Definita la vicenda delle armi - gli fu trovata anche una mitraglietta Uzi, un’arma da guerra - con una condanna a due anni e sei mesi, che sta scontando agli arresti domiciliari, per l’uomo la procura, con il sostituto procuratore Ornella Chicca, ha aperto un altro fascicolo con l’ipotesi di accusa di maltrattamenti in famiglia. E tra le accuse c’è anche quella di violenza sessuale: un abuso che la donna ha denunciato di aver subito una decina di anni fa. La mattina del 26 aprile, in tribunale, si è svolto l’incidente probatorio all’interno del quale sono state ascoltate - assistite da una psicologa - le due bambine, figlie dell’uomo e della convivente. L’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, Luca Milani, è servita per fissare le testimonianze delle due piccole e farle diventare prove nel futuro processo. L’uomo, 56 anni, è difeso dagli avvocati Alessandro Righi e Antonino Rossi, mentre la donna è assistita dagli avvocati Romina Cattivelli e Luigi Salice. L’udienza è stata rinviata a maggio, quando sarà sentita anche la donna, dalle cui dichiarazioni è partita questa seconda inchiesta. La coppia ora è separata e vive in due abitazioni distinte. Nel marzo del 2018, in Valdarda, dove la coppia viveva, i carabinieri fermarono l’uomo per un controllo e sulla sua auto venne trovata una pistola. La perquisizione nella sua casa portò alla luce numerose armi, tra cui pistole, coltelli, visori notturni, munizioni. Le armi erano detenute regolarmente e intestate alla convivente, perché lui, a causa di alcuni precedenti per spaccio non avrebbe potuto ottenere il porto d’armi. La donna disse che lui l’aveva costretta a intestarsele essendo soggiogata dal suo comportamento. La mitraglietta israeliana Uzi (aveva anche un silenziatore), però, è un’arma da guerra e non si sarebbe potuta detenere. L’uomo venne arrestato e poi condannato per detenzione e porto abusivo di armi da guerra.

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