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Da sinistra Melissa Toscani, Giovanni Molinaroli, Massimiliano Clini

Da sinistra Melissa Toscani, Giovanni Molinaroli, Massimiliano Clini

Dopo trent'anni i vigili del fuoco scioperano: «Il dirigente si prenda le proprie responsabilità»

Conapo e Cgil: «Stavolta chi abbandona i vigili del fuoco in questo particolare e delicato momento, senza fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità, si rende complice delle conseguenze di questa insostenibile situazione. Aspettiamo tutti i cittadini l'11 aprile alle 10 davanti alla caserma di Piacenza»

«Stavolta chi abbandona i vigili del fuoco in generale e di Piacenza in questo particolare e delicato momento, senza fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità, si rende complice delle conseguenze di questa insostenibile situazione. Troppe volte abbiamo sentito parlare del nostro corpo come un manipolo di eroi tutte le volte che ci troviamo ad affrontare calamità o eventi importanti, troppe volte i politici si sono riempiti la bocca con i vigili del fuoco, per poi dimenticarci il giorno dopo. Noi abbiamo bisogno di risposte concrete, a cominciare da quello che si può fare a livello provinciale dove la dirigenze non ha dato risposte adeguate nemmeno per la parte, per quanto limitata, di propria competenza, per poter migliorare l'efficienza e la sicurezza negli interventi di soccorso».

vigili del fuoco tricolore-2Non usano mezzi termini Massimiliano Clini (responsabile provinciale del Conapo), Giovanni Molinaroli (coordinatore Cgil Vvf) e Melissa Toscani (Cgil Fp) nella conferenza di presentazione dello sciopero di dodici ore indetto per l'11 aprile. Saranno garantiti i servizi minimi. Alle 10 ci sarà un presidio, mentre alle 11 una delegazione sarà ricevuta in Prefettura. Erano circa trent'anni che non scioperavano: «Siamo stati costretti dopo vari tentativi di conciliazione falliti - dicono -, la situazione è gravissima e siamo al collasso sia per quanto riguarda la carenza di uomini sia di mezzi (anche vecchi di 40 anni). «Nonostante l'amministrazione centrale del corpo sia a conoscenza di tutto, nonostante le informative inviate a Roma anche dal prefetto Maurizio Falco, niente è cambiato e in ballo c'è la sicurezza degli uomini e di tutti i cittadini. A peggiorare il tutto la condizione dei mezzi con i quali prestiamo soccorso che peraltro nella sede centrale non hanno nemmeno un ricovero adeguato. Al comando provinciale  - proseguono - a fronte di un organico di 191 unità, oggi il servizio di soccorso viene garantito da sole 145 unità divise in quattro turni di lavoro e cioè 36 unità per ogni turno invece di 47 previste. Da questi numeri vanno sottratte le assenze a vario titolo: recuperi compensativi per non eccedere le 36 ore a settimana, ferie, assenze per corsi di formazione, malattie, infortuni e altro».

vigili del fuoco ok 2019-3«In tutta la provincia, con il personale attualmente a disposizione ci si trova a dover garantire il servizio di soccorso mediamente con 25 unità effettive suddivise tra i tre distaccamenti di Bobbio, Castelsangiovanni, Fiorenzuola dove ci sono 5 unità ciascuno, e la sede con 10 oeprativi ai quali però vanno sottratti il capo turno e i due operatori di sala operativa che per gestire tutto devono rimanere in sede». «Riteniamo - proseguono - che sette vigili del fuoco, i quali debbono garantire in prima battuta il soccorso tecnico urgente ad una città come Piacenza e la sua periferia, oltretutto in grande espansione, siano oggettivamente troppo pochi». «Siamo consapevoli - proseguono i sindacalisti - dell'impossibilità di colmare in tempi brevi la carenza di quaranta uomini, ma abbiamo chiesto più volte e lo continueremo a fare con forza un pacchetto aggiuntivo di ore straordinarie per sopperire per ora questa mancanza, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Abbiamo più volte al dirigente provinciale, l'ingegnere Francesco Martino di certificare un numero minimo di unità in forza nella sede di Piacenza, che noi riteniamo essere 13. Un numero indispensabile per garantire il soccorso essenziale. La nostra richiesta non è mai stata presa in considerazione dal dirigente provinciale che dovrebbe prendersi le proprie responsabilità, nonostante sia nei suoi poteri istituzionali la rimodulazione temporanea del dispositivo di soccorso. Come se non bastasse la carenza di uomini, a ciò si aggiunge la vetustà dei mezzi la quale comporta frequenti e costose manutenzioni. Sempre più spesso siamo costretti a prestare soccorso con macchine che hanno più di 25 anni di carriera (36 per l'autoscala di Fiorenzuola), non garantendoci la necessaria affidabilità». 

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