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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Dpcm a Natale 2020 o nuovo decreto: come potrebbero cambiare gli spostamenti tra i comuni

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha deciso di cambiare le regole che limitano la mobilità durante le feste

icembre n. 158. Ma tra il dire e il fare ci sono due ordini di problemi: il primo è convincere l'ala dura della sua maggioranza - rappresentata in primo luogo dal ministro della Salute Roberto Speranza - che invece vorrebbe fare il contrario. Il secondo è quale strumento giuridico utilizzare per derogare alle regole appena emanate. Mentre il 16 dicembre si discute la mozione del centrodestra che vorrebbe direttamente abolire la norma. Il premier starebbe valutando se modificare il dl allentando le restrizioni o limare le faq con un'interpretazione estensiva delle possibilità di deroga. Ma quest'ultima ipotesi, come vedremo, non è praticabile. Mentre anche all'Iss c'è chi frena.

Dpcm Natale 2020, modifiche in Parlamento o nuovo Decreto: come cambieranno gli spostamenti tra i comuni

Secondo l'agenzia di stampa Ansa Conte, che è impegnato a Bruxelles nel Consiglio Europeo, ha sentito al telefono anche il leader della Lega Matteo Salvini e dopo il suo ritorno in Italia potrebbe convocare i capi delegazione per cominciare a esplorare le diverse opzioni per le deroghe agli spostamenti. L'orientamento iniziale sarebbe quindi quello di allargare le maglie del decreto 2 dicembre n. 158 approvato dal consiglio dei ministri stabilendo deroghe territoriali al blocco, per venire incontro a chi abita nei comuni più piccoli. Il Fatto Quotidiano invece scrive che lo strumento tecnico potrebbe essere invece un altro Dpcm che sostituisca e integri il decreto ora in vigore. Ma per una questione di gerarchia delle fonti questa pare l'ipotesi più impervia. La terza strada potrebbe essere la modifica in sede di conversione del decreto legge, in accordo con l'opposizione (di qui l'iniziativa di Conte nei confronti di Salvini). In questo caso però forse i tempi sono troppo ristretti per riuscirci, visto che mancano 14 giorni allo scattare dei divieti. Ricapitolando, le opzioni sul tavolo del governo sono 3:

  • un nuovo decreto legge che modifichi quello del 2 dicembre n. 158 allargando le maglie degli spostamenti in senso territoriale - e quindi permettendoli in aree più ampie rispetto a quelle dei piccoli comuni, probabilmente su base provinciale;
  • una modifica del decreto legge 2 dicembre n. 158 in sede parlamentare con le stesse ipotesi;
  • un nuovo Dpcm che arriverebbe a ridosso di Natale. 

Si parla anche della possibilità di introdurre una modifica con un emendamento al Decreto Ristori mentre è stata per fortuna scartata l'ipotesi di lasciare tutto così e di disporre la deroga nelle Faq di Palazzo Chigi, visto che fino a prova contraria non sono uno strumento legislativo. C'è però un ostacolo a questo piano:  "Per me le norme che sono state approvate dal governo sono giuste e anzi mi interrogo ancora su come possiamo limitare gli spostamenti",ha detto ieri Speranza a Porta a Porta a proposito del dibattito sugli spostamenti tra Comuni. "Sarebbe un peccato incredibile sprecare il lavoro fatto nelle ultime settimane e ripiombare tra proprio gennaio e febbraio, quando partiranno le vaccinazioni, in una nuova fase di recrudescenza. Io ribadisco: la linea è e resta quella della massima prudenza", dice il titolare della Salute che sottolinea come "fino al 15 gennaio questo Dpcm è vigente ma tante regioni passeranno da una zona all'altra e quindi stiamo restituendo spazi di libertà". Anche Nicola Zingaretti e Dario Franceschini del Partito Democratico sono sulla stessa linea. Ma è molto più folta la rappresentanza di chi vuole le deroghe. Ma è molto più ampio il fronte di chi si è schierato a favore delle modifiche, visto che comprende alcune frange del Pd ma anche il MoVimento 5 Stelle - Di Maio ne ha parlato ieri su Facebook - e Italia Viva ("Bene il passo indietro del Governo sullo spostamento tra comuni a Natale. Era una proposta di Italia Viva fin dal primo giorno, finalmente ci hanno dato ascolto", ha scritto ieri Maria Elena Boschi su Twitter). 

Un decreto legge per cambiare le regole sugli spostamenti tra i comuni tra Natale e Capodanno?

Quando si sarà trovato un accordo sullo strumento da utilizzare si potrà decidere come cambiare le regole sugli spostamenti. Al momento il decreto prevede il divieto assoluto di spostamenti tra regioni (anche se in zona gialla) dal 21 dicembre al 6 gennaio, nonché quello tra Comuni nei giorni 25-26 dicembre e 1 gennaio. Per tutto il periodo è previsto anche il coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00 che in occasione del Capodanno viene esteso fino alle 7:00. Ma prevede anche che si possa comunque far rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. E distingue: 

  • la residenza è definita giuridicamente come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. La residenza risulta dai registri anagrafici ed è quindi conoscibile in modo preciso e verificabile in ogni momento;
  • il domicilio è definito giuridicamente come il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Il domicilio può essere diverso dalla propria residenza;
  • il concetto di abitazione non ha una precisa definizione tecnico-giuridica. Ai fini dell’applicazione del dpcm, dunque, l’abitazione va individuata come il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità (quindi per periodi continuati, anche se limitati, durante l’anno) o con abituale periodicità e frequenza (per esempio in alcuni giorni della settimana per motivi di lavoro, di studio o per altre esigenze), tuttavia sempre con esclusione delle seconde case utilizzate per le vacanze.

Ciò detto, La Stampa spiega oggi che una delle ipotesi in campo è trovare un raggio massimo di chilometri entro il quale consentire di muoversi. Si parla di un'ampiezza tra i 20 e i 50 chilometri e di una deroga che potrebbe valere soltanto per i comuni sotto i 15mila abitanti. Ma il centrodestra vuole invece lasciar decidere i presidenti di Regione - che li allargherebbero al massimo - mentre non sembra in campo per ora l'ipotesi più semplice, ovvero quella di usare la delimitazione delle province o quella delle unioni tra i comuni, perché sarebbe penalizzato il Sud. 

Secondo Repubblica invece l'ipotesi attuale è quella di "aprire" i confini tra piccoli comuni limitrofi, la soglia potrebbe essere quella dei centri con meno di cinquemila abitanti. Ma cosa succede, ad esempio, se queste piccole cittadine confinano con grandi centri urbani? Sulla stessa linea di Speranza intanto c'è il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. "Non chiedeteci di sposare un “liberi tutti” – ha detto ieri - Queste regole sono in vigore da un mese e mezzo nelle zone rosse e arancioni, e nessuno ha mai sollevato il problema degli anziani e degli affetti. Sarà forse perché queste norme funzionano?". Per il ministro "l’obiettivo è evidentemente un altro", tutto politico. "Ma oggi ci sono 887 morti, è questo dibattito mi sembra assurdo. Come è assurdo non capire che il blocco tra comuni serve proprio a tutelare gli anziani".

Piemonte, Lombardia, Toscana: le regioni in zona gialla dal 13 dicembre (e la Campania?)

Le Faq del governo sugli spostamenti e la differenza tra residenza, domicilio e abitazione

Il Messaggero scrive che i tre ministri (Boccia, Franceschini e Speranza) sarebbero orientati a ingoiare il sì agli spostamenti solo tra «Comuni limitrofi» sotto i cinquemila abitanti. Ed esclusivamente all’interno della propria Provincia. Resta intanto calendarizzata al Senato la mozione del centrodestra, ma si cercherà fino all'ultimo di evitare che il tema prenda pieghe non governative e i gruppi di maggioranza si spacchino, con parte del Pd già dichiaratasi a favore. In serata è stata la presidente del Senato, la forzista Maria Elisabetta Casellati , a fornire un assist al centrodestra: "Ho disposto ai sensi del Regolamento che la mozione si discuta in aula mercoledì 16 dicembre dopo l’approvazione del decreto Ristori. Ritengo fondamentale che su un argomento così vitale per le famiglie italiane anche il Senato si possa esprimere". 

Per ora, a chiudere l'elenco delle Faq, c'è intanto il secco no alla domanda sulla possibilità di andare a trovare un parente che, pur essendo autosufficiente, vive da solo. Perché, si legge, "non integra una situazione di necessità quella di alleviare la solitudine di persone sole, ma autosufficienti". Anche per il Corriere della Sera tra le ipotesi esplorate in queste ore dal governo c’è quella di eliminare il divieto soltanto per i Comuni con meno di 5.000 abitanti, ma non sembra possa essere la soluzione. La norma viene infatti ritenuta troppo restrittiva e in ogni caso sarebbe complicato poter effettuare controlli. Per questo si fa strada la possibilità di un allentamento generale semmai limitandolo a livello provinciale. 

Intanto, però, scrive oggi ancora il Fatto, mentre l'indice di contagio Rt della Lombardia non scende, dall’osservazione delle proiezioni statistiche di Worldofmeter, il sito web più importante al mondo di dati statistici elaborati da sviluppatori, ricercatori e volontari in tempo reale, si evince che se si allentano ora le restrizioni il rischio è di arrivare a contare mille morti al giorno a gennaio: "Il rischio di una terza ondata esiste ed è concreto. Non siamo indovini, ma considerati i numeri attuali possiamo prevedere che eventuali disattenzioni a Natale le pagheremo con la terza ondata, che oltretutto rischia di sommarsi alla stagione influenzale. Non nego che la prossimità con il Natale preoccupi. Dobbiamo evitare l’effetto registrato l’estate scorsa e ricordare che questo virus non ammette distrazioni. Teniamo conto che la situazione è delicata e merita la massima attenzione", dice Roberto Cauda, ordinario di Malattie infettive all’Uninversità Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma. 

La revisione dei decreti di Natale, alla quale il governo starebbe lavorando per consentire gli spostamenti tra Comuni nei giorni di Natale e di Capodanno "pensiamo sia una vittoria di buon senso", ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a 'Buongiorno Lombardia' su Telelombardia. "A Conte - ha spiegato Salvini - abbiamo detto 'limita gli spostamenti all'interno della stessa provincia o al massimo" metti "il limite numerico". "Tutta Europa non mette limiti tra Comuni e famiglie - ha aggiunto il leader leghista - non voglio che gli italiani siano separati tra famiglie. Non ha senso vietare gli spostamenti tra Comuni di un chilometro ma il limite numerico" ha più senso, "tanta gente rischia di passare il Natale da sola". Negli ultimi giorni, ha proseguito Salvini, mi sto occupando di permettere almeno il giorno di Natale alle famiglie di trovarsi e devo dire che le mille insistenze miei e dei sindaci, dei nonni, delle associazioni, qualche risultato lo stanno ottenendo. Pare che al governo stiano cambiando idea".

Anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, concorda sul possibile allentamento del divieto di spostamento tra Comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno. "Mi pare che il buon senso potrebbe spingere a quello che mi pare di aver capito il presidente del Consiglio sta valutando", ha dichiarato il presidente dell'Emilia-Romagna, intervistato su Radio Capital. "Io non dico che bisogna dare il via libera a tutti, ma dico solo di valutare alcuni casi di ricongiungimento familiare. Il 24 e 27 dicembre uno puo' spostarsi di decine di chilometri per pranzare col papa' o col nonno da solo. Io condivido la gran parte delle misure che il Governo ha adottato, perche' tutto ci possiamo permettere meno che rischiare di riprecipitare in una curva dei contagi che si rialzi. L'Emilia-Romagna è stata zona arancione solo per una ventina di giorni. Se siamo tornati zona gialla è grazie alle misure restrittive". 

Invece Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani, intervenendo ad "Agora'" su Raitre frena gli entusiasmi: "Ogni apertura è rischiosa: se il governo fa la scelta di venire incontro a certe richieste deve anche stabilire dei limiti. Consentire tutti gli spostamenti tra i comuni senza contingentarli in qualche modo rischia di tradursi in un 'liberi tutti' che non possiamo permetterci con il doppio dei morti della Germania". "Quello che serve è il buonsenso - ha sottolineato Ippolito - è evidente che attraversare l'Italia per andare a vedere i genitori o i figli è una cosa, spostarsi di pochi chilometri un'altra, ma in ogni caso serve una strategia precisa, non si può lasciare totale libertà alla gente". 

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