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Mercoledì, 12 Giugno 2024
In tribunale

«Droga, botte, minacce e orge davanti alla figlia piccola: minacciò di ucciderle il cane»

Sul banco degli imputati un piacentino, la vittima è la sua ex compagna ed entrambi tossicodipendenti. In aula parla la nonna alla quale è affidata la nipote oggi 12enne

Botte, minacce, umiliazioni, mortificazioni anche davanti alla figlia piccola e droga per anni: con l’accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti dell’ex compagna 43enne è finito sul banco degli imputati un 54enne piacentino. Ad oggi ai domiciliari in una comunità di recupero per tossicodipendenti in Aspromonte. In aula, davanti al collegio presieduto da Stefano Brusati, incalzata dal pm Ornella Chicca, ha deposto la mamma dell’ex compagna dell’imputato, alla quale è stata affidata la nipote, oggi 12enne. La bambina oggi sta bene e per lei in aula c’erano l’avvocato Vanessa Grisi quale curatore speciale e l’avvocato Giovanni Barbieri. La mamma è invece parte civile con l’avvocato Sara Soresi mentre l’imputato è difeso dal legale Lorenza Dordoni.

E’ una storia dolorosa quella raccontata dalla nonna nella mattinata del 15 giugno che più volte è scoppiata in lacrime per la gravità della vicenda. La figlia e il compagno – è emerso – facevano uso di droghe continuamente, una tossicodipendenza da droghe pesanti che ha reso la relazione un incubo di violenza fisica e verbale nel quale - secondo l'accusa - nell'ambito di violente liti che sfociavano in colluttazioni, la donna veniva picchiata, minacciata e umiliata quotidianamente (a conforto ci sono agli atti testimonianze, accessi al pronto soccorso, fotografie, chat…). Nel 2011, in un contesto già degradato, era nata la loro figlia e le cose erano andate sempre peggio. Dai racconti della nonna e dalle testimonianze, nella casa in cui vivevano «c’era un via vai di pusher e anche di altre persone le quali si dedicavano anche a orge». «Ho poi scoperto che mia nipote – ha spiegato la nonna – veniva chiusa in camera e non poteva uscire anche perché le altre stanze erano un covo di tossici». Dapprima la bambina aveva difficoltà a parlare, poi ad un certo punto si sarebbe confidata spiegando quanto avveniva tra le mura domestiche anche se la nonna più e più volte (ha raccontato) era già intervenuta a difesa della figlia e della nipote prendendo quest'ultima spesso con sé anche per lunghi periodi e sapendo che l’uomo picchiava la figlia «che – ha detto – non era più lei».

«Non potevo entrare in casa, li trovavo in mezzo alla strada. Il suo compagno mi ha minacciato di morte, mi ha distrutto un’auto. Quando non ce l’ho più fatta ci siamo rivolte ai servizi sociali. Una volta quell’uomo ha inviato a mia nipote la foto di un cerbiatto morto con accanto un coltello e l’aveva minacciata dicendole che le avrebbe ucciso il cane». E ancora: successivamente la donna era stata collocata in una comunità dove l’uomo si era presentato con una pistola giocattolo minacciando anche gli operatori una volta appreso che lei voleva lasciarlo. Inoltre l’imputato, professionista e sospeso dall’albo, avrebbe anche esercitato in un frangente la professione senza poterlo fare. La mamma della piccola, nel 2022 aveva poi sporto denuncia avviando l’iter previsto in questi casi. Il processo è stato aggiornato a luglio. 

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