Droga, il comandante dei carabinieri: «Alle superiori almeno un assuntore in ogni classe»

In un mese 11 arresti, 12 denunce e sequestrato mezzo chilo di droga. Questi i numeri dell'attività dei carabinieri della compagnia di Piacenza da metà settembre a metà ottobre 2016 nel quartiere Roma. Il comandante provinciale Scatarettico: «Plauso ai miei uomini, faremo sempre meglio»

In un mese 11 arresti, 12 denunce e sequestrato mezzo chilo di droga. Questi i numeri dell'attività dei Carabinieri della compagnia di Piacenza da metà settembre a metà ottobre 2016 nel quartiere Roma. A fornire i dati nella mattinata del 25 ottobre il comandante provinciale dei carabinieri di Piacenza, il colonnello Corrado Scatarettico: «Come sta facendo la polizia, anche i carabinieri stanno dando il massimo in quella zona. I residenti ci aiutano tantissimo e i miei uomini, che ringrazio, ogni giorno sono in strada. Dai carabinieri di quartiere dedicati specificatamente al "quadrilatero dello spaccio" ai servizi in borghese, non molliamo il colpo e faremo sempre meglio per contrastare lo spaccio e la piccola delinquenza. In tutto l'Arma nel Piacentino dall'inizio dell'anno ha arrestato 200 persone (77 per droga) in flagranza a fronte delle 176 dell'anno prima. I reati predatori sono visibilmente in calo, circa il 20% in meno rispetto al 2015. Questi numeri importanti sono il frutto del lavoro dei miei carabinieri che non si risparmiano mai».

«Stiamo rivolgendo una particolare attenzione al mondo dello spaccio perché ci siamo resi conto che è molto peggio di quanto si possa immaginare». Continua il comandante. «Il basso costo della droga, la facilità con cui la si trova fanno sì che i nostri giovani si avvicinino a questo mondo già a 13-14 anni. Non c'è una classe superiore che non abbia almeno un assuntore abituale di hascisc, marijuana ma anche cocaina e eroina. Sostanza che è tornata prepotentemente nelle nostre città a che sta facendo disastri inimmaginabili. Fondamentale è sempre la famiglia che deve avere il coraggio di rivolgersi a noi prima che sia troppo tardi per il proprio figlio, così come è decisiva la la collaborazione delle scuole». Conclude il colonnello. 

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