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Droni sui vigneti piacentini, al via il progetto di Fiapr e università Cattolica

Ha preso il via nella giornata dell'11 settembre sulle colline piacentine l’attività del centro studi promosso da FIAPR con la Facoltà di scienze agrarie, alimentari ed ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore della nostra città

Ha preso il via nella giornata dell'11 settembre sulle colline piacentine l’attività del centro studi promosso da FIAPR con la Facoltà di scienze agrarie, alimentari ed ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore della nostra città. Anche l’agricoltura sta conoscendo un rapido sviluppo dell’impiego dei droni civili ma, anche per la fase pionieristica che sta vivendo, il tutto procede in modo estemporaneo e senza riferimenti di letteratura precisi che possano condurre a metodiche realmente interessanti per gli agricoltori. Da qui l’idea di costituire proprio a Piacenza un centro studi che consenta di condividere le competenze delle varie tipologie di attori della filiera; da chi produce i sensori a chi realizza i software di analisi, dagli operatori di droni agli agronomi. Questo potrà portare ad individuare procedure ben definite per l’impiego dei droni nei vari settori agricoli, procedure che avranno quindi una validazione ‘scientifica’ ed ufficialmente riconosciuta. Da qui discenderà poi la formazione specifica congiunta di operatori/piloti ed agronomi per arrivare ad una abilitazione ufficiale per queste tipologie di operazioni. Si è partiti quindi con un’attività di rilievo su vigneti di Barbera dell’azienda Paolo Malvicini di Vicobarone che da 4 anni vengono studiati con attenzione dal team del prof. Stefano Poni coadiuvato dal ricercatore dott. Matteo Gatti, della facoltà piacentina di Agraria.

Sino ad oggi le analisi di tipo agronomico venivano effettuate partendo da immagini riprese da satellite con una risoluzione limitata dalla drone-3grande distanza delle ‘macchine fotografiche’ e con letture basate solo sul quello che vede l’occhio umano. Ecco allora che vari operatori di droni aderenti a FIAPR (la federazione che raccoglie i professionisti del settore e che è stata fondata proprio nel piacentino) in arrivo da diverse regioni, si sono dati appuntamento per provvedere ad effettuare i rilievi sui colli della Valtidone. Quattro droni professionali equipaggiati con videocamere speciali in grado di rilevare anche quello che l’occhio umano non percepisce per fare una specie di ‘radiografia’ sia alle viti che al terreno con una precisione di pochi centimetri grazie anche a riferimenti che sono stati messi sul terreno e ‘georeferenziati da una squadra di topografi giunti appositamente da Sanremo.

Gian Francesco Tiramani, Segretario generale di FIAPR, ha coordinato la missione con l’ausilio dell’Arch. Elena Rossini. Le operazioni hanno richiesto una pianificazione complessa nelle settimane precedenti ed hanno impegnato due giornate sul posto per la scansione dei vigneti su filari che verranno vendemmiati nelle prossime ore, il tutto sotto la supervisione diretta e continua dei ricercatori dell’università. L’occasione è servita per sperimentare varie  tipologie di droni con differenti tipologie di elettroniche, nonché diverse quote di volo, inclinazione dei sensori e velocità di traslazione. Presenti sul posto anche una troupe della RAI ed inviati di alcune testate giornalistiche nazionali, visto l’interesse dell’argomento. Nelle prossime settimane i tecnici di FIAPR ed il team dell’Agraria procederanno all’elaborazione di complessi dati acquisiti che saranno gli poi elementi fondanti del case study che verrà successivamente presentato in occasione della prima giornata di formazione professionale “Droni e Geomatica” che FIAPR ha organizzato per il prossimo 16 ottobre sempre a Piacenza, in collaborazione con la stessa facoltà di Agraria e con quella di Ingegneria dell’Università di Ferrara.

Da queste analisi i ricercatori dell’Agraria saranno in grado di avere una fotografia esatta dello stato di salute addirittura delle singole piantine, nonché del terreno in modo da pianificare interventi mirati sulle viti con l’attività che viene appunto definita ‘agricoltura di precisione’.

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