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da sin: Barbara Guarona, Carlo Losi, Massimiliano Losi, Antonella Lisè, Francesco Molina, Carlo Mistraletti, Giovanni Beretta Anguissola, Maurizio Cafferini, Luca Tieri, Luigi Marzoli, Davide Tedeschi.

da sin: Barbara Guarona, Carlo Losi, Massimiliano Losi, Antonella Lisè, Francesco Molina, Carlo Mistraletti, Giovanni Beretta Anguissola, Maurizio Cafferini, Luca Tieri, Luigi Marzoli, Davide Tedeschi.

Due chilometri sul Po in ricordo del cardinale Ersilio Tonini

​Ottimo esordio per la prima edizione della "Due chilometri sul Po" a nuoto, dalla foce del Trebbia alla Società canottieri Nino Bixio, ideata da Carlo Mistraletti. Con lui hanno nuotato Francesco Molina e Barbara Guarona

Ottimo esordio per la prima edizione della "Due chilometri sul Po" a nuoto, dalla foce del Trebbia alla Società canottieri Nino Bixio, ideata da Carlo Mistraletti, medico, missionario laico della salvaguardia dell’ambiente e in questo caso impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di mobilitarsi per far riacquistare al vecchio fiume la balneabilità dei tempi lontani.

La data scelta lunedì 20 luglio, non è casuale, ma è stata scelta per celebrare il 101esimo anniversario della nascita del cardinale Ersilio Tonini. Con l’impresa fluviale si è voluto anche meditare sulla natura e l’integrità degli affluenti di sinistra e di destra del Po, in primis la Dora Baltea in Val d’Aosta dove operò per oltre mezzo secolo il mitico dottor Pietro Bassi pioniere del soccorso alpino e il Trebbia con la presenza di Colombano che da  1400 anni si irradia beneficamente da Bobbio con l’insopprimibile “desiderio dell’acqua viva”.

Due i protagonisti della performance natatoria: Carlo Mistraletti e Francesco Molina ai quali si è unita nell’ultimo tratto l’ondina Barbara Guarona. Tre storici battellieri hanno seguito e vigilato l’impresa: Carlo Losi della Vittorino da Feltre, Pietro Lambri della Nino e l’alpino Giovanni Beretta Anguissola, che per l’occasione ha iniziato al remo la promettente Antonella Lisè. Presenti anche la canoa biposto di Maurizio Cafferini e Luca Tiari e la barca “doppio da corsa” con Tommaso Rossi e Pietro Labò. Hanno contribuito  all’impresa (anche per favorire ai nuotatori l’arduo accesso alla foce del Trebbia) i motoscafi di Luigi Marzoli, campione di nuoto e vincitore di una 4 Km sul Po degli anni ’70 e delle due imbarcazioni condotte da Davide Tedeschi con Massimiliano Losi e Aldo Vecchiettini amanti della pesca e  vigili osservatori della salute del fiume. Fra i veterani della battellina Piero Milani figlio di Guido Paolo. Tra i presenti don Giuseppe Sbuttoni parroco di Mortizza, che ha benedetto le acque, la pastpresident della Nino  Laura Radice e l’attuale Mario Bonvini, oltre ai numerosi soci plaudenti.

La nuotata – ha commentato Mistraletti sfoggiando un fisico asciutto - è stata piacevole per il clima, la vegetazione e l’acqua “caldotiepida di 27 gradi”. La gioia dell’immersione e la bellezza ambientale si accompagnano tuttavia alla dolorosa coscienza del diffuso inquinamento, che  può trasformare “in sofferenza personale quello che accade al mondo, e così riconoscere qual è il contributo che ciascuno può portare” per dirlo con l’enciclica Laudatosi’, paragrafo 19, per una ecologia ecumenica, diffusa un mese fa il 18 giugno da Papa Francesco.

Comolli: a Mistraletti il merito di risvegliare l’interesse per il Po

A seguire la performance fluviale anche Giampietro Comolli, l’economista piacentino, esperto organizzatore di eventi quali “UnPOxExPO" for ExpoMilano2015 che dal 2010 ha sviluppato progetti turistici che hanno protagonista il grande fiume.  Mi sembra – annota - che ora si tenda a considerare le potenzialità del fiume che fino a due anni fa era ancora abbandonato. Certo che va “riorganizzatio” e ricondizionato. Ci sono spazi pubblici da migliorare: l’accessibilità è molto difficile, mancano cartelli stradali, una zona attrezzata, parcheggi illuminati, percorso ciclabile diretto da Piazza cavalli alla Map. 

Comolli solleva poi una catena di interrogativi: Perché non fare un unico pontile-attracco-approdo per tutti e tenere quello come base, invece che 5-6 piccoli attracchi un pò dimenticati? La Map potrebbe ampliare il suo. Perché prevale sempre il freno a mano su ogni iniziativa “ dell’altro”. Quanto i comuni rivieraschi possono essere interlocutori autorevoli con Autorità di Bacino , servizio tecnico fluviale regionale e servizio di alveo, Regione? Possibile che prevalga la burocrazia, le carte, la staticità di pensiero e del fare piuttosto che il miglioramento naturale e logico? Facciamo il Parco del Trebbia per un tratto limitato con molti finanziamenti e non pensiamo al  Po. L’assessore Rabuffi aveva puntato giusto e anche l’assessore Bisotti è molto sul tema. Con pochi soldi pubblici e privati si possono creare 2-3 location sicure, garantite, belle, frequentate sul tratto Pontieri-Bonifica. Il direttore del Consorzio di bonifica Bonaccini mi è sembrato molto interessato, poi si potrebbe ipotizzare un grande incontro “vero e reale” a Piacenza sul contratto di fiume del PO PAVESE-PIACENTINO-LODIGIANO-CREMONESE , una area vasta con un tema unico. L’Europa potrebbe essere molto coinvolta anche con finanziamenti. Le due regioni pure. 

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