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Due maestre di San Polo segnalano alla procura centoquaranta post offensivi

Ipotizzati i reati di minacce e diffamazione. Le denunce alla Polizia postale sono ora in procura. Tra chi ha scritto i post alcune sono persone note, altre andranno identificate perché utilizzano degli pseudonimi per i loro profili

Sono oltre centoquaranta le segnalazioni per minacce e diffamazione presentate da due delle maestre indagate nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti alla scuola materna di San Polo di Podenzano. Come già avvenuto per le insegnanti dell’asilo nido Farnesiana, alcune persone coinvolte nell’indagine sono state bersagliate sui social network - Facebook in particolare - dove diverse persone si sono espresse con insulti e minacce nei loro confronti. Le due maestre, Annalisa Paraboschi ed Ernestina Rossi, assistite dall’avvocato Alessandro Salotti, hanno detto basta a quelle aggressioni verbali pubblicate su tanti post e hanno presentato le querele alla Polizia postale. Sarà ora compito della procura identificare coloro che utilizzano uno pseudonimo o un nome di fantasia e verificare se i reati ipotizzati nelle quelle si siano configurati o meno. Almeno una cinquantina sono le persone “reali”, cioè il cui nome e cognome corrisponde alla loro identità. Insultare e dileggiare le persone su un social media è uno “sport” molto in voga, ma qualche volta può essere pagato a caro prezzo. Nel caso delle maestre della Farnesiana, la procura emise oltre 100 decreti penali di condanna e tanti gli indagati hanno avanzato un’offerta economica perché fosse ritirata al querela.

Le indagini sono state chiuse dalla procura verso la metà di giugno. Il sostituto procuratore Matteo Centini aveva ipotizzato il reato di maltrattamenti aggravati (i reati sarebbero stati commessi davanti ad altri bambini). A tutt’oggi, non sarebbe ancora stata fissata l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari. Oltre alle due maestre (difese da Franco Livera e Graziella Mingardi), le indagini avevano visto come indagati anche suor Silvana Paluello (difesa dall’avvocato Luigi Alibrandi) e don Franco Sagliani (difeso dall’avvocato Manuela Signaroldi). Le due maestre e la suora erano state arrestate dai carabinieri di San Giorgio, alla fine di novembre del 2019, e poste ai domiciliari. Vennero anche interdette dalla professione, ma la misura venne poi revocata. Tutte e tre hanno sempre negato le accuse di aver usato violenza o maltrattato i piccoli allievi. Secondo la procura, le insegnanti avrebbero messo in atto comportamenti scorretti, insultando spesso i bambini e aggredendoli verbalmente con frasi come “ti metto la testa nel water” e “ti faccio mangiare la carta igienica”, registrate dalle telecamere installate di nascosto dagli inquirenti. L’eco della notizia dell’indagine si riverberò subito sui social, facendo rovesciare sulle insegnanti una pioggia di insulti e di minacce, con qualcuno che addirittura arrivò a proporre pene capitali in pubblico.

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