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La caserma Levante. Nelle altre immagini: gli avvocati Giuseppe Dametti ed Emanuele Solari, Paolo Molaschi e Giacomo Mancini, Paolo Fiori, Francesca Beoni, Antonio Nicoli

La caserma Levante. Nelle altre immagini: gli avvocati Giuseppe Dametti ed Emanuele Solari, Paolo Molaschi e Giacomo Mancini, Paolo Fiori, Francesca Beoni, Antonio Nicoli

«Ecco perché non vanno accolte le richieste delle parti civili»

I difensori degli imputati: «I due sindacati dei carabinieri e un’associazione non devono essere ammesse. L’Arma, che è parte offesa, non ha dato alcun consenso né incaricato qualcuno. E i singoli che lamentano in modo generico percosse e torture devono chiedere il danno, dimostrarlo con un certificato medico»

Il giudice non ammetta quelle parti civili. Lo hanno chiesto i difensori dei carabinieri imputati nell’inchiesta Odyssèus, durante la prima udienza, il 14 dicembre, davanti al giudice per l’udienza preliminare, Fiammetta Modica. Oltre ad alcune persone - hanno accusato i carabinieri della stazione Levante di averli malmenati o costretti a firmare dichiarazioni false - a presentare la richiesta di costituzione di parte civile sono stati tre enti: i sindacati Silca e Nsc (Nuovo sindacato carabinieri) oltre all’Associazione Partito pEmanuele Solari e Giuseppe Dametti, gli avvocati di Giuseppe Montella-3er la tutela dei diritti dei militari. In aula, oltre ad alcuni imputati e agli avvocati di difesa e parte civile, anche i due sostituti della procura che hanno condotto l’inchiesta, Matteo Centini e Antonio Colonna, con il procuratore capo Grazia Pradella che l’ha coordinata. Le difese hanno acceso i riflettori sulla rappresentanza delle associazioni e dei sindacati, ma anche sull’articolo 92 del Codice di procedura penale. Un ente o un’associazione può costituirsi parte civile, ma soltanto se la persona offesa - in questo caso l’Arma dei carabinieri, definita proprio “persona offesa” nella richiesta di rinvio a giudizio - dà il consenso. Inoltre, il consenso deve essere dato con un atto pubblico o una procura speciale. Secondo i difensori di cinque carabinieri, tutto questo non c’era. Gli avvocati delle parti civili hanno presentato le richieste di costituzione al giudice, il quale si è ritirato per valutarle e consentire aPaolo Molaschi e Giacomo Mancini-2lle difese di poterle leggere. Poi, i difensori si sono opposti a queste costituzioni, argomentando i motivi per cui le richieste non devono essere accolte.

Giuseppe Dametti ed Emanuele Solari (difensori di Giuseppe Montella, tuttora detenuto, ritenuto al vertice del gruppo che avrebbe commesso diversi reati contro alcune persone fermate, e tra questi gli viene contestata anche la tortura; steso atti falsi e partecipato a un giro di spaccio di droga, in accordo con alcuni spacciatori italiani nordafricani, durante il lockdown) hanno affermato che, parlando per primi, hanno «aperto la strada alle eccezioni per quanto riguarda gli enti portatori di interessi diffusi (sindacati e associazioni, ndr). Oltre alla genericità delle richieste, abbiamo notato che questi enti non hanno legittimità per costituirsi. E lo stesso abbiamo sostenuto per la costituzione di alcune parti offese (cioè chi sarebbe stato picchiato o vessato dai carabinieri, nda)». In genere, tutti i difensori hanno sottolineato come le richieste dei singoli fossero generiche poiché non avrebbero spiegato il perché chiedono il risarcimento di un danno, né lo avrebbero quantificato e non sarebbero stati esaustivi sugli stessi danni: ad esempio, occorreva un certificato medico che attestasse le lesioni, la loro gravità, la prognosi e la diagnosi.

Per l’avvocato fiori paolo-2 difensore di Salvatore Cappellano (anch’egli detenuto), Paolo Fiori non sarebbero titolati a costituirsi i soggetti portatori di asseriti interessi diffusi, come i sindacati e le associazioni. L’Arma non si è costituita, ma altre associazioni sì «e queste hanno un diritto di costituzione di parte civile più vago e opinabile di quello che avrebbe avuto l’Arma». In aula era presente Giacomo Falanga (che ha voluto assistere all’udienza, pur essendo detenuto) con i suoi avvocati difensori, Paolo Molaschi e Giacomo Mancini. «Ci siamo opposti - ha spiegato Mancini - alla costituzione degli enti sulla base della loro rappresentanza. Il sindacato, in ambito militare, ha un limitato potere rappresentativo. Possono tutelare solo gli interessi dei singoli nei confronti della Pubblica amministrazione. Tra l’altro, una di queste associazioni si è costituita sei mesi fa». Mancini sostiene che il Partito per la tutela dei diritti dei militari «è costituito, tra l’altro, da rappresentanzfrancesca beoni avvocato-2e politiche del Partito radicale e + Europa, e quindi abbia poca attinenza con i fatti oggetto del processo e non sia legittimato ad agire». Per Mancini, infine, «la mancata costituzione dell’Arma dei carabinieri è un elemento avvocato nicoli-2importante in ambito penale e questo lo spiegherò quando parlerò in aula». Sulla stessa linea delle difese anche gli avvocati Francesca Beoni e Aldo Truncè, che assistono Daniele Spagnolo (è agli arresti domiciliari ed era in aula): «Riteniamo che quegli enti non siano legittimati a costituirsi parti civili. I loro statuti hanno finalità di tutela degli assistiti soltanto dal punto di vista economico e retributivo. Non sono stupita che l’Arma non ci sia». Secondo l’avvocato Antonio Nicoli, che difende il maresciallo Marco Orlando (è ai domiciliari ed ha assistito all’udienza) «quegli enti non hanno subito un danno diretto, che va dimostrato. Non sono legittimati a chiedere la costituzione. Inoltre, chiedere i danni, anche sulla base di notizie di stampa, non ti consente di chiedere il risarcimento per un danno fisico o morale».

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