I soccorritori: «Abbiamo messo il cuore in campo per cercare Elisa. Difficile accettare questo triste epilogo»

Paolo Rebecchi di Anpas: «Quando "si parla di vita" è sempre difficile accettare un triste epilogo, ma quando ciò non avviene per cause fortuite, ma per mano dell'uomo, si prova qualcosa di diverso e si fa fatica ad accettare»

Alcuni soccorritori impegnati nelle ricerche

C'è molta tristezza per la conclusione della vicenda riguardante la tragica scomparsa di Elisa Pomarelli. «Anpas Piacenza ed Emilia Romagna - si legge in una nota - si stringono attorno alla famiglia di Elisa e a tutta la comunità, in questo momento di grande dolore. A questo intervento hanno preso parte e collaborato in forme diverse le Pubbliche Assistenze Anpas: Croce Bianca di Piacenza, Val Nure di Ponte dell'Olio, di Carpaneto, di San Giorgio, Val Vezzeno di Gropparello, Val d'Arda Sezione di Lugagnano, oltre a quelle provenienti dalle Provincie di Parma, Modena e Bologna».
Paolo Rebecchi, responsabile regionale della Protezione Civile di Anpas Emilia Romagna ha aggiunto: «Ringrazio nuovamente tutte le persone e le unità cinofile che si sono impegnate, perché oltre allo sforzo fisico e mentale, si è messo in campo il cuore. Nella nostra attività sia di Protezione Civile che di Soccorso, siamo spesso a contatto con la perdita di vite umane. Quando "si parla di vita" è sempre difficile accettare un triste epilogo, ma quando ciò non avviene per cause fortuite, ma per mano dell'uomo, si prova qualcosa di diverso e si fa fatica ad accettare».

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