I sindacati: «Un dirigente amministrativo non può guidare la Municipale»

I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Sulpl intervengono in merito alla decisione della Giunta comunale di non procedere al rinnovo dell'incarico al Comandante del Corpo di Polizia Municipale Elsa Boemi

Elsa Boemi

I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Sulpl intervengono in merito alla decisione della Giunta comunale di non procedere al rinnovo dell’incarico al Comandante del Corpo di Polizia Municipale Elsa Boemi. Riportiamo il comunicato stampa.

«Negli ultimi giorni si sono succeduti, sui vari organi di stampa, numerosi interventi, ciascuno per quanto di propria competenza, riguardanti l’infelice scelta assunta dalla Giunta Comunale di non procedere al rinnovo dell’incarico al Comandante del Corpo di Polizia Municipale Elsa Boemi, pertanto si è valutato opportuno che anche la parte sindacale esprimesse al riguardo la propria opinione, ovviamente scevra da polemiche, e dal voler difendere le posizioni personali del Comandante ma solo ed esclusivamente nell’interesse della Polizia Locale piacentina basata unicamente un’analisi obiettiva della situazione».

«La scelta adottata dall’Amministrazione Comunale, infatti, lascia perplessi sia sotto il punto di vista "politico", che reputiamo esclusivamente dovuto a posizioni alquanto opinabili in merito alla c.d. "politica della sicurezza" della Polizia Locale Piacentina, che oggi è veramente in grado di attuare una azione rivolta alla "safety ed alla security" in modo sicuramente efficace, sia dal punto di vista tecnico in quanto la motivazione che, a dire del Sindaco, avrebbe condotto a tale decisione starebbe in un’interpretazione restrittiva del decreto anticorruzione fornita dagli "autorevoli" consulenti comunali».

«Lascia poi ancor più perplessi la soluzione al problema così come prospettata dal Sindaco, laddove, di fronte ad una restrizione, a suo dire imposta da un presunto precetto di legge, si è ritenuto di ovviare con l’adozione di un eventuale provvedimento invece realmente illegittimo. (linea giurisprudenziale coerente in tutte le sentenze tra cui si veda quella del Consiglio di Stato). La vigente normativa statale e regionale in materia di Polizia Municipale, infatti, vieta espressamente che al vertice di un Corpo di Polizia Municipale possa esservi collocato un dirigente amministrativo».

«Da un punto di vista, invece, prettamente tecnico-operativo, basterebbero i soli risultati conseguiti dalla Polizia Municipale di Piacenza negli ultimi quattro anni dell’attuale gestione che ha condotto il Corpo di P.M. di Piacenza ad essere oggi un un’eccellenza tra le Polizia Locali della Regione e Nazionali, meritoria anche di riconoscimenti a livello nazionale, ad indurre il Sindaco ad una seria riflessione».

«I tempi bui nei rapporti tra l’Amministrazione Comunale e il Corpo di Polizia Municipale, che hanno caratterizzato il recente passato, sono quindi oggi destinati inevitabilmente a ripresentarsi, perché, sappia il Sindaco, che il ritorno alla mediocrità dovuta alla scarsa conoscenza da parte di alcuni politici del lavoro della Polizia Municipale, non è gradito a nessuno salvo a forse a chi non riconosce la dignità del lavoro della P.M.».

«Per ultimo gli è rivolto un invito a valutare, se questo gli è consentito, eventuali alternative, possibili e percorribili qualora ne esista la volontà, poichè ai lavoratori poco interessano scelte indotte unicamente da logiche politiche e ribadiamo nessuno vuole difendere personalismi. In poche parole tentare di gestire la Polizia Locale con persone che nulla conoscono di Polizia Locale sarebbe come far condurre un autobus carico di persone ad un neo patentato, che alla prima difficoltà lascerebbe il volante sbandando a destra e a manca».

«Rammenti infine il Sindaco che gli impegni da lui assunti tramite i propri assessori, dapprima al tavolo della delegazione trattante, e successivamente nel corso di un incontro avvenuto innanzi alla totalità del Corpo di Polizia Municipale, sono già stati disattesi (vedasi attivazione del servizio di reperibilità – stipula della convenzione di telefonia mobile – piano assunzionale), pertanto appaiono più che sufficienti le motivazioni per l’avvio delle conseguenti azioni sindacali».

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