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Emporio sociale, prende forma il progetto in via Primo Maggio

Il progetto della Fondazione, Caritas e Comune di Piacenza al via: entro un anno il supermercato sociale

In Fondazione di Piacenza e Vigevano è stato illustrato il nuovo progetto sociale “Emporio solidale” di via I maggio, nato dalla collaborazione di Fondazione di Piacenza e Vigevano,  Comune di Piacenza e Caritas Diocesana. All’incontro hanno partecipato il Presidente della Fondazione Massimo Toscani, l’assessore del Comune di Piacenza Stefano Cugini, il direttore della Caritas Diocesana di Piacenza Giuseppe Chiodaroli, il presidente della Croce Rossa Alessandro Guidotti, il direttore dell’Unione Commercianti di Piacenza Giovanni Struzzola, il referente locale del Banco Alimentare Daniele Buscarini, il presidente dell’Auser Piacenza Sergio Danese, il presidente di Svep Laura Bocciarelli, la presidente della Società san Vincenzo de’ Paoli Iolanda Poisetti.

L’emporio sociale era uno dei progetti nel cassetto della Fondazione guidata da due anni dal presidente Toscani. Si tratta di un supermercato che offre prodotti a prezzi calmierati per le persone in difficoltà. Persone che vivono realmente in uno stato di bisogno. «Il progetto può partire – ha detto con soddisfazione il presidente dell’ente di via Sant’Eufemia - siamo pronti con tutti i soggetti a collaborare: ognuno ci mette qualcosa. Non inventiamo nulla, progetti analoghi sono stati realizzati in altre parti. Dopo una trattativa abbiamo individuato questo immobile in via Primo Maggio, molto accessibile per tutti i mezzi di trasporto. Qua vi sono attualmente due grandi capannoni e una zona residenziale. L’idea è quella di unire i due capannoni, e avere una zona dell’emporio per il cibo e una per l’usato. Nella parte abitativa vedremo con calma cosa fare. La mia idea è di sfruttarlo per lo Svep. Non si può fare mera assistenza, ma questo centro aiuterà chi ha bisogno. In un anno vorremo essere pronti per la parte commerciale, con un po' più di calma arriverà la parte residenziale. Per la città è una scelta di campo importante. Si risponde a dei bisogni concreti». La Fondazione ha investito un milione e 600mila euro pe

r l'acquisto e la progettazione dei lavori: si tratta di un'area da 8mila metri quadri.DSC_0434-2-2

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