Espulsione alternativa alla detenzione: spacciatore tunisino portato a casa da una scorta internazionale

Lo straniero alle Novate stava scontando una pena di quattro anni per reati legati allo spaccio di droga, e su disposizione del magistrato di Ancona, città dove aveva commesso i reati, è stata disposta la l'espulsione alternativa alla detenzione

Espulsione alternativa alla detenzione: si può fare. L'11 maggio un tunisino di 32 anni è stato accompagnato nel suo paese con una scorta internazionale. Lo straniero alle Novate stava scontando una pena di quattro anni per reati legati allo spaccio di droga, e su disposizione del magistrato di Ancona, città dove aveva commesso i reati, è stata disposta la l'espulsione alternativa alla detenzione: doveva rimanere dietro le sbarre fino ad ottobre, e ora verrà riportato nel suo paese. E' il primo caso dall'inizio del 2016 nella nostra città, spiega la dirigente dell'Immigrazione della questura, Tiziana Buonuomo: «E' una misura che prevede l'accompagnamento del soggetto in aereo con una scorta internazionale di poliziotti formati ad hoc, di solito si tratta di tre agenti per ogni detenuto. L'espulsione è concretamente possibile quando c'è un esatta identificazione dei soggetti, in collaborazione con consolati, ambasciate e questura, e ciò non è facile e qualora non fosse possibile le persone vengono accompagnate ai Cie in attesa di capire effettivamente chi sono e da dove vengono, duecento i posti giornalieri disponibili per tutta Italia. Il tunisino si trovava nella sezione delle Novate dove qualche giorno fa è scoppiata una mini "rivolta" che ha visto protagonisti quattro detenuti nordafricani che per protestare contro alcune condizioni di vita dietro le sbarre hanno danneggiato arredi e strutture, sulla possibilità che questi abbiano anche inneggiato ad Allah o all'Isis, se ne sta occupando la Digos delegata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna. Su un suo possibile coinvolgimento sono in corso indagini. Nell'ultimo periodo, fanno sapere dagli uffici di viale Malta, nel nostro carcere stanno arrivando molti detenuti stranieri, spostati da altre strutture, in maggioranza dal Nordafrica, e l'Immigrazione si sta occupando di identificarli e di ricostruire il loro percorso. Gli spostamenti sono stati decisi per l'ampliamento delle Novate che quindi può accoglierli. Un consistente aumento di detenuti, ma per contro nessun incremento di poliziotti e personale in questura: «Abbiamo fatto e faremo sempre tutto quello che è nelle nostre forze», commenta il questore, Salvatore Arena. 






 

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