Cronaca

«Estate tranquilla? Si farà tutto meno che garantire sicurezza, quella vera»

Critiche dai corridoi del comando di via Rogerio sui servizi di prossimità e presidio annunciati dalla neocomandante Malchiodi: «Mancano attrezzature e agenti. Si è scelto di fare multe invece di garantire la sicurezza dei piacentini»

(Repertorio)

Nel giorno in cui la Polizia municipale di Piacenza ha annunciato ufficialmente una serie di servizi espressamente programmati per le prossime settimane, dai corridoi del comando di via Rogerio arrivano invece diverse critiche: "voci contro" che sostengono infatti come non ci sarebbero né i mezzi né le risorse per portare avanti alcuni servizi come quelli annunciati dalla comandante Renza Malchiodi insieme al sindaco Paolo Dosi. «Soprattutto - commentano alcuni - non sono stati messi in campo i progetti veri che riguardavo la sicurezza a Piacenza, e che prevedevano una collaborazione e una sinergia con le altre forze dell'ordine (carabinieri e polizia)».

Rispetto a quanto detto ufficialmente, c'è quindi chi ridimensiona, e non poco, i numeri diffusi: «Si è parlato di 130 agenti, di cui 110 effettivi. La realtà è ben diversa: in tutto gli agenti sono 113, dei quali solo 64 sono abilitati a ogni compito. A questi possiamo aggiungere 18 ufficiali, e arriviamo a 82 unità, e non certo a 110. Senza contare ovviamente il fattore età over 50 anni, e il fatto che la metà effettueranno le ferie. E senza contare nemmeno gli imprevisti (malattie e infortuni) che statisticamente comportano una ulteriore decurtazione che varia dal 10 al 25 per cento delle unità, oppure il recupero degli straordinari che, non essendo pagati per mancanza di fondi, vengono risarciti con ore di riposo. E sono parecchie ore».

Entrando invece nel merito delle attività di presidio del territorio e garanzia della sicurezza annunciate ufficialmente dalla Polizia municipale, le critiche riguardano innanzitutto le campagne di contrasto alla guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti: «Nel primo caso - dicono alcuni - sono in dotazione dei precursori troppo vecchi e fuori norma, mentre per quanto riguarda l'accertamento della guida sotto stupefacenti non esiste proprio la strumentazione idonea perché non si è mai investito su questo preciso aspetto».
E ancora: «E' stato detto che le unità effettueranno servizi per la verifica dell'uso del casco, quando ormai oggi basta fare un giro per la città per rendersi conto in un attimo che il problema dell'uso del casco, oggi a Piacenza, non esiste più. Contrastare l'uso del telefonino è invece spesso difficile e improduttivo, visto che poi la stragrande maggioranza dei ricorsi vengono persi davanti al Giudice di Pace».


«I progetti sulla sicurezza che invece erano stati presentati per la lotta ai furti nelle abitazioni, ad esempio, o agli altri reati predatori sono stati scartati. Si sarebbe potuto collaborare con le altre forze dell'ordine nel pattugliamento del territorio, ad esempio, come era stato fatto in passato anche con servizi notturni. Invece ora se la polizia o i carabinieri avranno bisogno di ausilio, i vigili non potranno intervenire perché impegnati a sequestrare un barbecue abusivo in qualche giardino, o a cercare di fare multe per il casco e il telefonino. Insomma, quello che è realmente sicurezza per i cittadini non si farà».

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