Estrae una lametta dalla bocca e minaccia gli agenti della penitenziaria

Marocchino processato per resistenza. Un primo tentativo era stato disinnescato da un agente che si era fatto consegnare la lametta. Poi l’esplosione di violenza. L’uomo è un paziente psichiatrico

Prima si è tagliato con la lametta, poi ha minacciato gli agenti della polizia penitenziaria. Convinto da uno di loro a lasciare la lametta è stato accompagnato in infermeria, ma ad un certo punto ne ha estratta un’altra dalla bocca aggredendo gli agenti e ferendone due. Si è svolto il 29 ottobre l’ultimo atto di un processo a un detenuto marocchino di 38 anni - in carcere per tentato omicidio - accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Prima della discussione finale - con le richieste di accusa e difesa - il difensore dell’uomo, l’avvocato Alessandro Zanelli, ha chiesto di acquisire la documentazione sanitaria che dimostra come l’immigrato sia un paziente psichiatrico. Oggi l’immigrato è tornato in libertà. Il drammatico episodio avvenne in carcere il 19 giugno del 2016. Un agente fece scattare l’allarme, perché un detenuto si era chiuso dietro un cancello e lo minacciava con una lametta. Intervennero altri due agenti e un ispettore. Un assistente della polizia penitenziaria riuscì a calmarlo e farsi consegnare la lametta che aveva in mano. Il marocchino, che sanguinava a causa dei tagli che si era fatti da solo, venne accompagnato in infermeria. In un corridoio, però, riesplose la violenza. L’uomo estrasse dalla bocca una seconda lametta e aggredì gli agenti. In quel momento c’erano solo un ispettore e un agente. L’ispettore cadde a terra, mentre un poliziotto ricevette un pugno al volto che gli provocò una prognosi di 20 giorni. In poco tempo accorsero i rinforzi e l’uomo venne bloccato. Davanti al giudice Laura Pietrasanta sono stati sentiti come testimoni i poliziotti intervenuti quel giorno che hanno risposto alle domande del pm Sara Macchetta e dell’avvocato Zanelli. Quest’ultimo ha chiesto se l’uomo avesse problemi psichiatrici. Gli agenti hanno risposto di sì (era in osservazione psichiatrica) e così il legale ha chiesto di acquisire le certificazioni sanitarie. Il processo è stato rinviato.

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