Evade due volte dai domiciliari per amore, condannata

Per una trans 40enne pena di 10 mesi. La difesa: «Non voleva sottrarsi alle Forze dell’ordine, infatti andava a casa del compagno a San Giorgio»

Era stata arrestata due volte per altrettante evasioni dagli arresti domiciliari, ma l’attrazione verso il proprio partner era troppo forte. Una transessuale di 40 anni è stata condannata, il 26 ottobre, a 10 mesi di reclusione e rimessa in libertà. La trans, però, resterà in carcere dove deve scontare una condanna per rapina.

Il processo, svolto con il rito abbreviato, si è concluso davanti al giudice Gianandrea Bussi e al pm Monica Bubba. Il giudice ha accolto in toto la richiesta della pubblica accusa. Il difensore, l’avvocato Annalisa Cervini, aveva chiesto l’assoluzione. Non voleva sottrarsi alle Forze dell’ordine, ha affermato l’avvocato, tanto che è andata dal compagno, facilmente rintracciabile. Cervini aveva chiesto di condizionare l’abbreviato all’acquisizione di alcuni documenti medici che proverebbero le difficoltà psicologiche della sua assistita. La difesa ha preannunciato il ricorso in Appello.

La trans, di origine ecuadoriana, era stata arrestata due volte, nei mesi estivi, perché da Parma, dove si trovava agli arresti domiciliari, aveva raggiunto il proprio compagno a San Giorgio. Ma lì, l’avevano trovata i carabinieri di Pontenure, che l’avevano arrestata. Poi i processi con rito direttissimo, il rinvio e infine la sentenza.

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