Muore due giorni dopo l'incidente in scooter, tre paesi in lutto per "Bicio"

Fabrizio Codeghini, 55 anni, postino e nel tempo libero allenatore di calcio e nuoto, è morto due giorni dopo il terribile incidente stradale che lo ha visto coinvolto. Martedì a Piacenza era in sella al suo scooter per lavoro quando avrebbe sbandato per evitare un furgone ed è finito a terra

L'incidente e a lato Fabrizio Codeghini

Tre comunità in lutto: San Giorgio, Carpaneto e Fiorenzuola. Fabrizio Codeghini, 55 anni, è morto due giorni dopo il terribile incidente stradale che lo ha visto coinvolto. Martedì a Piacenza era in sella al suo scooter per lavoro quando avrebbe sbandato per evitare un furgone ed è finito a terra. Gli si è sfilato il casco e ha battuto violentemente il capo sull’asfalto. Nel tardo pomeriggio di giovedì 12 dicembre i medici della rianimazione dell’ospedale di Parma, dove era stato portato dopo l’incidente, ne hanno dovuto constatare il decesso.

Fabrizio Codeghini-2Per tutti era Bicio. Aveva un figlio giovanissimo, Liam di 13 anni, e con la moglie Laura viveva a San Giorgio. Dopo l’orario di lavoro si dedicava alle sue grandi passioni: il calcio e il nuoto. A Carpaneto alleva il settore giovanile della Vigor mentre a Fiorenzuola allenava la categoria Master della “Fiorenzuola Nuoto ‘90”. Così lo ricorda il presidente della società Marco Bricconi: «Eravamo amici da tanti anni, entrambi appassionati di nuoto ed maestri di salvamento della Fin. Posso dire che era una persona generosa e pronta ad aiutare gli altri sacrificando anche parte del proprio tempo per cercare di dare sempre una mano quando ce n’era bisogno. Non riesco a capacitarmi dell’incidente conoscendo Fabrizio come una persona prudente e attenta: è stata una brutta sorpresa per tutti». «Ha collaborato nella formazione degli assistenti bagnanti sin dal 1990» racconta un altro amico di famiglia. «Era un amante del Trebbia e lui, che lo conosceva bene, ogni anno organizzava e faceva da guida nella discesa in canoa». E in quella vallata stava portando avanti un sogno: «Voleva aprire un Bed and Breakfast nella sua seconda casa a Marsaglia». «Su di lui si possono spendere solo buone parole: era una gran brava persona, solare e sorridente».

In campo calcistico aveva legato il suo nome alla Vigor, dove nelle ultime stagioni aveva allenato nel settore giovanile fabriziocodeghinivigor-2biancazzurro, come spiega il responsabile organizzativo del vivaio Paolo Giannoccaro. «Era stato voluto da Andrea Fortunato che gli aveva affidato per la prima volta a Carpaneto una squadra mista, dove giocava anche il figlio e che è stata un po’ il precursore del boom del calcio femminile. Oggi le sue “bambine” sono cresciute e giocano nell’under 15 regionale del Piacenza Calcio. Nelle scorse due stagioni, invece, Fabrizio era passato ad allenare i Pulcini 2009, mentre in questa stagione aveva preso in mano i Primi calci 2011, poi le strade si erano interrotte circa un mese fa. Inoltre, era stato responsabile del campo estivo 2017 organizzato dalla Vigor. Era una persona squisita ed educata ed era il classico allenatore di società. Mi spiace davvero tanto per la sua prematura scomparsa». L’avventura biennale con i 2009 era stata condivisa con Julien Rantier, attuale capitano della Vigor in serie D: a loro, infatti, erano state affidate le due squadre della leva calcistica biancazzurra. «Ancora non riesco a credere a questa notizia – le parole dell’attaccante francese della prima squadra del Carpaneto – Fabrizio era una persona gentilissima, non ho mai avuto problemi con lui in questi due anni insieme, anzi siamo stati benissimo e ci sentivamo spesso per condividere l’attività con l’intento di far vivere al meglio l’avventura ai ragazzi. I bambini gli volevano bene, era buono, li adorava e stravedeva per loro, amando il suo ruolo. Era una figura sempre a disposizione del Carpaneto». «Se ne va un pezzettino di Vigor – afferma con commozione il presidente Giuseppe Rossetti -  conoscevo personalmente Fabrizio, era stato il mio istruttore di nuoto e poi con piacere l’ho ritrovato a Carpaneto, avendo una grandissima stima di un uomo che amava lo sport. Quest’anno ci eravamo dovuti separare recentemente per impegni che gli toglievano tempo all’attività. L’avevo rivisto con grande piacere domenica scorsa al “San Lazzaro” in occasione della partita di serie D, era sempre legato ai colori del Carpaneto. Sono quelle notizie che lasciano senza parole».

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Sotto una foto di gruppo che ritrae Fabrizio Codeghini (il secondo in basso da destra) insieme agli amici organizzatori delle discese in Trebbia

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