«Facchini prima reintegrati e poi trasferiti. Presto un'interrogazione parlamentare su Leroy Merlin»

Usb: «Chiediamo con fermezza la cacciata delle cooperative spurie e dei consorzi quale condizione al ripristino di un clima di normalità e serenità nel magazzino». Inviata una lettera al prefetto e a Leroy Merlin

Un momento del corteo il 15 maggio (foto Gatti)

«I tre facchini di Usb in forza al magazzino di Leroy Merlin prima licenziati e poi reintegrati dopo un'ora di lavoro sono stati fatti uscire e hanno ricevuto un ordine di servizio che li avrebbe destinati ad altri impianti molto lontano dalle loro abitazioni. Il reintegro dei tre è avvenuto al termine di una giornata di passione (il 9 maggio ndr) davanti ai cancelli del Logistic Park di Castelsangiovanni all'interno del quale c'è anche il magazzino della multinazionale francese nel mirino del sindacato da mesi e grazie alla mediazione del prefetto Maurizio Falco, tuttavia il consorzio e le cooperative fornitrici di servizi alla multinazionale del bricolage si ostinano a boicottare l'esito delle nostre lotte con misure dissimulatorie e continue provocazioni trasferendo i tre lavoratori». Fanno sapere dall'Usb Riad Zaghdane e Roberto Montanari. 

Nel pomeriggio del 15 maggio si sono svolti sia un'assemblea sia un corteo all'interno del parco logistico. «La loro - fanno sapere - è una mossa disperata tendente a riaffermare il dominio arrogante dei “caporali” sui lavoratori che le lotte di Usb hanno scardinato e messo in crisi, una mossa che offende la dignità delle persone, ma anche l'autorità prefettizia e di tutti coloro che sono preposti a far rispettare i principi di legalità. Non sono tollerabili zone franche nelle quali possano esistere il caporalato, l'evasione fiscale e contributiva, il lavoro nero, le pratiche antisindacali ed in questo senso il sindacato fa appello al prefetto affinché vengano onorati gli accordi sottoscritti in sua presenza. Stiamo lavorando per fare un'interrogazione parlamentare sulla vicenda». 

«Chiediamo con fermezza la cacciata delle cooperative spurie e dei consorzi quale condizione al ripristino di un clima di normalità e serenità nel magazzino. Contro il caporalato e per il rispetto dei diritti e della dignità nel lavoro non arretremo di un millimetro, la lotta prosegue e nessuna intimidazione avrà la meglio sulla determinazione a vincere perché la vittoria in quel magazzino è una vittoria dell'intera comunità piacentina». A vigilare sulla manifestazione polizia e carabinieri. 

Di seguito la lettere inviata al prefetto Maurizio Falco e Leroy Merlin:

Segnaliamo il non rispetto degli accordi assunti dal Consorzio Premium Net nel magazzino del polo logistico di Castelsangiovanni. In particolare informiamo che i tre lavoratori reintegrati al lavoro a far data dal 1 maggio sono stati impiegati nella sede piacentina per una sola ora e poi è stato loro comunicato che sarebbero stati destinati ad altri impianti fuori provincia distanti anche una quarantina di chilometri dai loro domicili. Risulta in tutta evidenza il carattere strumentale e ritorsivo di tale misura tesa a far oggettivamente franare un percorso di normalizzazione delle relazioni sindacali. Il costante atteggiamento dissimulatorio delle coop facenti parte del consorzio Premium Net offende la dignità dei lavoratori oltre che l'autorità dello Stato. Chiediamo con fermezza che si chiuda una stagione di irregolarità, sopraffazioni e azioni antisindacali. Usb e i lavoratori non hanno alcuna intenzione di lasciarsi sopraffare dall'arroganza di chi teme il rispetto della legge perchè con essa verrebbe meno una fonte di profitto e di dominio.

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