Cronaca

Fallimento Pro Piacenza, l'ex presidente risponde al gip: «Ho chiarito tutto»

L'imprenditore romano, accompagnato dai suoi avvocati, Francesco Caroleo Grimaldi e Matteo Dameli ha risposto a tutte le domande del gip Luca Milani al tribunale di Piacenza

«Ho chiarito tutto senza tralasciare nulla», a dirlo al termine dell'interrogatorio di garanzia durato un'ora circa l'ex presidente del Pro Piacenza, Maurizio Pannella arrestato per bancarotta fraudolenta il 12 ottobre su ordinanza di custodia cautelare . L'imprenditore romano, accompagnato dai suoi avvocati, Francesco Caroleo Grimaldi e Matteo Dameli ha risposto a tutte le domande del gip Luca Milani al tribunale di Piacenza. «Abbiamo chiesto la revoca della misura e ci auguriamo venga accolta. Piena fiducia nella magistratura», hanno commentato i legali.  L’imprenditore romano era indagato per appropriazione indebita che diventò distrazione e quindi bancarotta fraudolenta una volta dichiarato il fallimento della centenaria società piacentina. Le indagini furono condotte dalle Fiamme Gialle e coordinate dal sostituto procuratore Matteo Centini. 

PRO PIACENZA - Il club fondato nel 1919  è sprofondato nel baratro nella stagione 2018-2019 dopo l’arrivo di Maurizio Pannella appoggiato dalla società Seleco che è stata dichiarata fallita il 15 maggio 2019 dal Tribunale di Milano.  “Il Tribunale Fallimentare di Piacenza - si leggeva nell'articolo del collega Giacomo Spotti su Sport Piacenza - ascoltata la relazione del Giudice Delegato ed esaminati gli atti - ritiene di emettere sentenza dichiarativa di fallimento, nomina il curatore Fabrizio Maiocchi e fissa l’adunanza in cui si procederà per l’esame dello stato passivo nella data del 23 ottobre 2019 alle ore 19.15”. Negli atti è emersa tutta la drammaticità sportiva della gestione Pannella. I Giudici del Tribunale, infatti, evidenziano come il Commissario Giudiziale abbia individuato in 2milioni e 162 mila euro la consistenza attuale del passivo, “cifra ben superiore - si legge nel dispositivo -  al passivo indicato dalla società con l’elenco dei creditori in sede di preconcordato (662mila euro)”. Si evidenza inoltre una perdita di esercizio costante nel tempo (96mila euro nel 2017, 213mila euro nel 2016, 41mila euro nel 2015) che sono un segno chiaro che la società non era più strutturalmente in grado di produrre utili fermo restando che risulta radiata dai campionati Figc e quindi impossibilitata a giocare campionati di calcio. E ancora: “Il Tribunale aveva dichiarato la inammissibilità della proposta di concordato per mancato deposito del piano concordatario entro il termine assegnato”.

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