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Un momento della serata del 1 febbraio (foto Gatti)

Un momento della serata del 1 febbraio (foto Gatti)

FedEx: «La protesta non ha nulla a che vedere con il piano di riorganizzazione»

Scontri alla Tnt. Sassaiola contro le forze dell'ordine dopo i lacrimogeni per cercare di disperdere la folla. Tre poliziotti feriti, contusi anche alcuni facchini. Il blocco del Si Cobas continua. FedEx: «I blocchi e le proteste sono collegate ad una vertenza in corso tra alcuni lavoratori ed i loro datori di lavoro, nostri fornitori, rispetto alla quale la nostra azienda è parte terza»

Scontri davanti all'hub Tnt FedEx in via dei Dossarelli, ad intervenire all'indomani dei gravi fatti è l'azienda con un comunicato che riportiamo integralmente: «Confermiamo che stiamo prestando la massima attenzione in merito alla situazione e a quanto sta accadendo presso il nostro Hub di Piacenza. Le proteste avvenute presso il sito non hanno nulla a che vedere con il piano di riorganizzazione a livello regionale che il Gruppo FedEx Express ha presentato ai Comitati Aziendali Europei il 19 gennaio scorso».  «Questo piano - prosegue - non comprende, per quanto concerne l’Italia, le attività di handling, attualmente interrotte dai manifestanti, o di pick-up&delivery. I blocchi e le proteste in corso sono collegate ad una vertenza in corso tra alcuni lavoratori ed i loro datori di lavoro, nostri fornitori, rispetto alla quale la nostra azienda è parte terza. Riguardo i gravi eventi occorsi la scorsa notte, l’azienda non può che rinnovare la propria determinazione a garantire la massima tutela della salute e della sicurezza di tutti gli operatori e condanna ogni atto di violenza». 

LA CRONACA - La serata del 1 febbraio, quinto giorno di blocchi davanti ai cancelli da parte del sindacato Si Cobas,  si è concluso in violenza. Per giorni, questo il sesto, il picchetto costante all'hub  ha bloccato la filiera e paralizzato l'attività del magazzino provocando ingenti danni ai clienti della multinazionale. La prostesta nasce dal pericolo di licenziamenti e tagli al personale. Per giorni la situazione è rimasta abbastanza tranquilla ma nella serata del 1 febbraio poco dopo le 22 si sono verificati scontri. Le forze dell’ordine, che dall’inizio della vertenza hanno presidiato la zona, hanno chiesto si manifestanti di sgomberare la zona e di far uscire i tir, lunga la coda di mezzi pesanti nei pressi di via dei Dossarelli.

Al rifiuto dei manifestanti (dopo vari tentativi di mediazione) c’è stato un lancio di lacrimogeni nel tentativo di disperderli, questo ha provocato la reazione dei facchini che dapprima erano seduti e coricati sulla strada e che hanno risposto quindi con una sassaiola verso gli uomini in divisa: un poliziotto è stato colpito al viso da un sasso ed è rimasto ferito, altri carabinieri e agenti (presenti diverse squadre del reparto mobile della polizia e del battaglione dell’Arma) hanno riportato contusioni lievi in varie parti del corpo. In tutto sono tre i poliziotti feriti, tra loro anche un funzionario, e un carabiniere che ha riportato un leggero trauma. Nessuno dei manifestanti è ricorso alle cure del pronto soccorso, tuttavia qualcuno ha riportato qualche contusione. 

Sul posto è stata fatta arrivare un’ambulanza della Croce Bianca.  Al lancio dei lacrimogeni la folla, circa cento persone, si è dispersa ma una volta ritornata la calma i manifestanti hanno continuato a stare davanti al cancello, a mezzanotte l’hub è stato chiuso definitivamente per la nottata. La polizia ha sequestrato sequestrato sassi e bastoni usati per resistere alle forze dell’ordine. I filmati comparsi su svariate pagine Facebook saranno analizzati così come quelli della polizia scientifica. Sicuramente lo sciopero proseguirà nei prossimi giorni. 

LA POSIZIONE DEL SI COBAS - «270 lavoratori, interamente iscritti al S.I.Cobas, stanno picchettando gli ingressi in protesta contro l’annunciata volontà di FedEx di operare 6.300 licenziamenti in Europa, di cui 650 in Italia, interessando anche il sito di Piacenza. La TNT era stata nel 2011 apripista nel percorso che attraverso il S.I.Cobas ha permesso agli operai della logistica italiana di emanciparsi da condizioni di pesante sfruttamento. Da allora, nel magazzino e negli altri principali siti della logistica piacentina, sono in vigore accordi migliorativi che portano gli operai nettamente al di sopra dei trattamenti economici previsti dai contratti nazionali. Non stupisce quindi che FedEx voglia porcedere a una riduzione dei costi del lavoro sotto forma di licenziamenti. Ma la multinazionale USA, la seconda del settore a livello globale dopo Amazon, dovrà fare i conti con la resistenza degli operai piacentini, fra i più organizzati e combattivi dello stivale. I facchini stanno dando luogo a una resistenza gloriosa che manda un messaggio molto chiaro: non si può pensare di venire a Piacenza a comportarsi in totale spregio del territorio e della popolazione locale. Ciò che stanno facendo va a beneficio dell’intera collettività piacentina, e il S.I.Cobas produrrà i massimi sforzi per sostenere la loro vertenza fino al ricondurre a più miti consigli la multinazionale».

IL COMMENTO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA - «Il Circolo di Piacenza di Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà ai lavoratori della FedEx-Tnt in sciopero in questi giorni e critica aspramente l'atteggiamento delle forze dell'ordine. I lavoratori stanno lottando duramente per evitare che avvengano i grossi tagli di personale annunciati dall'azienda, mentre la direzione dello stabilimento ha alzato un duro muro per respingere qualunque obiezione presentata dai dipendenti». Si legge in una ufficiale di Rifondazione Comunista. «Anzi, sono stati fatti intervenire i reparti mobili della celere nella serata di lunedì, che hanno operato con la solita violenza quando si tratta di sgomberare studenti o lavoratori ridotti all'esasperazione. Sono stati lanciati anche diversi lacrimogeni al CS che, come è noto, sono stati banditi dalla Convenzione di Ginevra, ma utilizzati sistematicamente dalla polizia italiana. Riteniamo indegno il trattamento riservato ai lavoratori in sciopero sia dall'azienda, sia dalla polizia. Speriamo si riesca a raggiungere un accordo nelle prossime ore che garantisca la piena occupazione dei lavoratori e il mantenimento di condizioni di lavoro ottimali».

IL COMMENTO DELLA LEGA - “Solidarietà alle Forze dell'ordine e ferma condanna per ogni manifestazione di violenza. Rivendicare diritti per i lavoratori è cosa giusta, utilizzare la forza e la violenza è invece cosa deprecabile e sbagliata. Le manifestazioni di protesta possono essere legittime e comprensibili, mentre rivendicare diritti usando la forza compromette la validità della protesta medesima”. Così i consiglieri regionali piacentini della Lega, Matteo Rancan e Valentina Stragliati, sugli scontri alla Tnt, dove le forze dell'ordine sono state oggetto di cariche, lacrimogeni e sassi.

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