Ferriere, rinuncia al suo giardino e alle piante per far passare la Provinciale

Gesto di solidarietà di un 54enne di Ferriere: la Provinciale 50 che conduce alla Valtrebbia sarebbe stata interrotta. Osvaldo Bergonzi decide di mettere a disposizione una parte del suo giardino - e rinunciando ad alcuni suoi alberi - per consentire il transito dei veicoli

Osvaldo Bergonzi nel tratto concesso alla Provinciale

Giorni di solidarietà e di piccoli e grandi gesti in Alta Valnure. Giovani e meno giovani al lavoro gomito a gomito, amici e conoscenti che si danno una mano a vicenda e tanta gente pronta a rendersi disponibile per qualsiasi evenienza. Tra questi, c’è il gesto silenzioso di una persona, che ha lasciato da parte “la roba” di Verghiana memoria, per i suoi compaesani. Questa è la vicenda che ha per protagonista Osvaldo Bergonzi, 54enne dipendente Ausl di Ferriere, che non ci ha pensato su due volte di aiutare la sua comunità a vivere meno disagi. Osvaldo – che non vorrebbe apparire, ma riteniamo che il suo piccolo-grande aiuto vada sottolineato – ha scelto di mettere a disposizione una parte del giardino della sua abitazione, situata vicino al torrente Grondana, per far passare le auto che portano da Ferriere a Grondone e Brugneto e di conseguenza alla Vald’Aveto e Valtrebbia. torrente Grondana-2

«I carabinieri di Bobbio e il Comune di Ferriere – spiega Bergonzi – lunedì mattina mi hanno illustrato la situazione: vista l’esondazione, con conseguente frana di una parte della carreggiata della Provinciale 50, sarebbero dovuti intervenire per chiudere la strada al transito dei veicoli. C’era un’unica alternativa: lasciare passare sul mio terreno le auto». E così il 54enne decide di concedere il giardino. «Non potevo dire di no, qua senza la strada viene a mancare un servizio pubblico di primaria importanza. Mi ha pianto un po’ il cuore vedere abbattere alcuni miei alberi, erano lì da ottant’anni, ma per quanto riguarda i tre metri del mio giardino concessi per avere “almeno” una strada dove poter passare con le auto, non ho percepito alcun disagio».

La porzione di terreno utile è stata perciò “lavorata”: sono state abbattute alcune piante e il giardino è stato livellato sul piano della strada, evitando la chiusura del tratto e l’isolamento di diversi paesi. «La frana – continua Bergonzi - sta continuando la sua opera di erosione della strada. Già in questi giorni, con il passare di molte auto e mezzi, si sono formate alcune crepe importanti nell’asfalto. Molto probabilmente dovrò concedere ancora qualche metro e vedere anche la mia siepe sparire per mano degli escavatori, ma non è un problema. Il Comune si è fatto garante del ripristino delle opere quando verrà sistemata in modo strutturale la strada: questo tratto subirà delle modifiche nei prossimi giorni ma solo per tamponare l’emergenza, visto che la frana si sta allargando sempre di più». Il ferrierese ha vissuto ore di terrore nella sua abitazione la notte del 14 settembre. «In tutte quelle ore di diluvio, ho sentito un frastuono incredibile provenire dal Grondana. Solo al mattino con le prime luci dell’alba – la corrente elettrica era saltata del tutto – mi sono reso conto del disastro che era avvenuto. Avendo vissuto da protagonista quella notte, concedere un metro più o un metro in meno del mio terreno, non mi cambia molto».

torrente Grondana-3

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