Ferriere, un'altra nottata di paura: ora inizia la conta dei danni

La situazione nel capoluogo dell'Alta Valnure: strade divorate, frazioni isolate, ponti che cadono, auto, trattori, camion e anche due cavalli trascinati dalla forza del Nure in piena

il ponte di Folli crollato

Già dalle prime ore della notte del 14 settembre – data che in che molti ricorderanno a lungo in Alta Valnure - si era compresa la gravità della situazione. Ponticelli crollati, strade sparite e mangiate, case devastate in ogni comune della vallata. È stato l’ennesimo colpo, stavolta più infimo del solito, a un territorio e un’economia già in ginocchio da decenni di per sé. «Siamo davanti ad un disastro di dimensioni sconosciute per il nostro territorio – affermano Francesco Rolleri e Patrizia Calza, presidente e vicepresidente della Provincia –. Innanzitutto vogliamo esprimere tutta la nostra tristezza per la vittima dell'alluvione alla cui famiglia inviamo il più sincero cordoglio. Permane la preoccupazione per le persone che risultano ad ora disperse. Così come è elevata la preoccupazione per i danni subiti. A questo proposito vogliamo ringraziare la Regione per la tempestività con cui ha provveduto già oggi a stanziare due milioni di euro per l'emergenza e per i primi interventi. Riteniamo che a questi si aggiungeranno, con il riconoscimento dello stato di calamità, gli altri finanziamenti indispensabili per rimettere in piedi le località alluvionate». Dalla riunione svolta questa mattina in Prefettura emerge intanto che i tecnici presenti hanno decisamente negato correlazioni tra la Diga del Brugneto e l'eccezionale piena del Trebbia dovuta, così come quella del Nure, a condizioni atmosferiche strordinarie.Anpas a Ferriere-2 

Sebbene Bettola e Farini presentino situazioni molto critiche nei due capoluoghi, ancora una volta Ferriere e le sue innumerevoli frazioni sono state messe a dura prova dalla piena del Nure e di diversi torrenti e ruscelli, nel corso di questa notte. Nel capoluogo dell’Alta Valnure l’affluente Grondana si è letteralmente trascinato via un’abitazione e ha invaso l’azienda di Romano Bergonzi, coprendo di fango anche libri e registri. Il Grondana, proprio nel punto in cui s’incontra con il Nure, ha portato via le auto dei due parroci don Stefano Garilli e don Giuseppe Calamari, un trattore e il compattatore dei rifiuti del Comune. Danni anche all'oratorio e nei locali dell’ex Consorzio, dove l’imprenditore Brunetto Ferrari denuncia di primo acchito danni per centinaia di migliaia di euro. L’acquedotto del capoluogo è stato danneggiato: l’intero comune si ritrova senza acqua, corrente elettrica e gas.

La “Provinciale” per Gambaro e Selva è interrotta a Folli per il cedimento del ponticello nei pressi della Casa Cantoniera: in questo punto si è creata una vera e propria voragine. Sempre a Folli il Nure, con veemenza, ha trascinato con sè perfino due cavalli. Spezzati i collegamenti anche con Casaldonato e Caserarso e interrotta la provinciale tra Marsaglia e Salsominore. Nella mattinata del 14 settembre erano circa una ventina i paesi completamente isolati: dopo un ingente lavoro dei tecnici e cantonieri comunali, a cui si sono aggiunti numerosi volontari e squadre di lavoratori - e i soccorsi prestati dalla Croce Azzurra di Ferriere - risultano attualmente senza collegamenti gli abitati di Salsominore, Torrio, Boschi, Castagnola, Cattaragna, Cassimoreno, Pomarolo e Crocelobbia.DSC_2195-2

A complicare le operazioni di aiuto e ripristino ci ha pensato anche il vento, che spira forte su buona parte del territorio comunale. «Abbiamo danni incalcolabili – commenta sconsolato il sindaco Giovanni Malchiodi, da svariate ore in "tour" nelle settanta frazioni per constatare di persona i problemi -, stiamo cercando di fare il possibile per avere meno frazioni isolate, ma temo che nelle prossime ore, in seguito a controlli più approfonditi, dovremmo chiudere qualche strada in più per garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti».« La piena del Trebbia - gli fa eco dal versante opposto il sindaco di Ottone Federico Beccia - le frane e le relative frazioni isolate, la piazza ridotta ad un cumulo di macerie, il centro polifunzionale di cui sono rimasti solo i muri, gli allagamenti delle abitazioni e dei negozi, sono le ferite che il nostro paese ci mostrava questa notte alle 3. Ma già questa notte leggevo negli occhi dei volontari che nel mare di fango e detriti già cominciavano lavorare, la volontà di riscatto, mentre ognuno per il suo ruolo (amministrazione, carabinieri, vigili del fuoco, croce rossa) coordinava e organizzava. Ottone si risolleverà come prima, meglio di prima, con l'aiuto di tutti. Chiunque in qualunque momento avesse menzione di un pericolo o potenziale tale è pregato di segnalarlo subito alle strutture comunali o alle forze dell'ordine».

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