Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Ferriere

Le miniere, dove...se non a Ferriere?

Prologo notturno ad un progetto di valorizzazione della storia della borgata che dalle “ferriere” trae il proprio nome

Inserita nel ricco programma estivo di Ferriere è stata organizzata una fiaccolata con meta la zona delle miniere, da anni in disuso, che si trovano nel territorio del Comune. L’obiettivo della manifestazione non si esaurisce nella partecipazione a una passeggiata serale, ma è il prologo a una serie di attività che puntano a valorizzare una ricchezza di valori che hanno caratterizzato la storia della borgata che dalle “ferriere” trae il proprio nome. Il progetto - nato dalla proposta di Mila Boeri, architetto paesaggista - ha ottenuto il sostegno del comune di Ferriere e della Camera di Commercio di Piacenza e intende, oltre a riportare alla luce e rendere visitabili gallerie e cunicoli dove si svolgevano le operazioni di estrazione del minerale ferroso, ripristinare e segnalare gli antichi sentieri e creare spazi di sosta sino a giungere alla creazione di un “Parco avventura”. La sera del 13 settembre scorso circa duecento persone si sono ritrovate nella piazza capoluogo davanti al piccolo museo, dove Giulio Bergonzi custodisce da anni con cura amorevole alcuni reperti delle antiche ferriere. La scenografia prevedeva la posa di alcune micce che a intervalli scoppiavano per porre l’accento sulle tappe progetto: ‘accessibilità all’area’ - ‘accessibilità alla roccia’ - ‘area bouldering’ - ‘racconti nel bosco’ - ‘carrelli su rotaie’-  ‘parco avventura’. Gli intervenuti muniti di fiaccole e in formazione figurativa di una freccia, si sono diretti alla località Canneto. Lungo il percorso Antonio Barbieri, gagliardo novantacinquenne ha ricordato alcuni momenti del lavoro di minatore; più avanti anche Rita Mocellin ha evocato la dura vita delle ‘carbonaie’ che avevano il compito di raccogliere e trasformare la legna in carbone. Arrivati a una piazzola adiacente all’ingresso di una delle miniere, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di rifocillarsi con i tipici salami del territorio, formaggi, vini e, soprattutto, dalla ‘zuppa del minatore’ dalla composizione ignota ma molto apprezzata. La vista delle entrate delle miniere illuminate da potenti lampade ha permesso di visitare i pochi metri ora agibili.  L’insolita e promettente serata è terminata con suoni di chitarra e canti corali.

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