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Un momento della cerimonia

Un momento della cerimonia

Festa della Liberazione, Bertani (Anpi): «Nulla è conquistato per sempre. Giovani, non arrendetevi mai»

In piazza Cavalli la cerimonia ufficiale per il 71esimo anniversario della Liberazione. Consegnate la medaglie alle donne e agli uomini che hanno animato la Resistenza italiana, unitamente ai reduci dell'internamento nei lager nazisti e ai combattenti inquadrati nei reparti regolari delle Forze Armate

«Per me questo giorno è il più bello dell'anno perché 71 anni fa avevo 18 anni e poi perché stavamo cacciando i tedeschi dal nostro paese. Gli ideali per cui abbiamo combattuto non sono sono pienamente realizzati, vedo un'Europa divisa e incattivita. Cosa siamo diventati? Dobbiamo costruire ponti e non muri». Con queste parole del partigiano "Abele", Renato Cravedi, si è conclusa in piazza Cavalli la cerimonia per la Liberazione. Centinaia i piacentini che hanno voluto partecipare al 71esimo anniversario del 25 aprile. 

«Quei sogni, quelle speranze, quei valori che avete trasmesso alle nuove generazioni, oggi li riaffermiamo con determinazione e con forza. Con l’indignazione che ci coglie ogni qualvolta li vediamo calpestati nella viltà della corruzione politica, in una memoria che si affievolisce, nella violenza non solo verbale, non solo dialettica, di ideologie filo-fasciste che di tanto in tanto riaffiorano dal buio». Dice dal palco il sindaco Paolo Dosi. «Con la gratitudine profonda e autentica di chi si rivolge a una madre, a un padre: perché questo siete stati, e continuate a rappresentare per noi e per un Paese che crede nelle radici nobili e fondanti della sua Costituzione.  In voi, nelle vostre mani strumento di fatica e di lotta, nei vostri occhi testimoni di atrocità indicibili, riconosciamo tutti coloro che hanno dato la vita per la nostra libertà, per i nostri diritti. Di fronte a voi – eroi quotidiani e “bambini già adulti”, come scrisse Quasimodo – oggi proviamo anche vergogna. Per la facilità con cui la nostra società rischia di dimenticare. Anche per questo, siamo qui in piazza oggi. Per ribadire che non abbiamo scordato ciò per cui vi siete battuti, per cui siete stati feriti o reclusi nella più oscura delle prigionie, piangendo gli amici, i familiari, i conoscenti che sono caduti sotto i colpi dell’artiglieria nemica.  A voi, che ci avete insegnato cosa siano il senso di appartenenza a una comunità, la solidarietà che unisce, la generosità nel mettere il bene comune prima del proprio, rinnoviamo la promessa di non tradire la scelta che avete fatto più di settant’anni fa. Oggi più che mai, rappresentate al nostro sguardo riconoscente tutti coloro – partigiani, militari, cittadini internati nei lager – che nella lotta per la Liberazione hanno perso la vita, cui anche Piacenza, come tutte le città d’Italia in questo giorno di festa, rende onore. Che il vostro esempio possa essere la guida del nostro cammino, il faro che orienta e illumina ogni nostro passo.  E’ con questa umile consapevolezza, che quattro anni fa ho voluto fermarmi al cospetto del Dolmen, dopo la mia elezione a sindaco. Perché il mio punto fermo restasse sempre il volto migliore di un’Italia che la politica – intesa come servizio alla collettività – l’ha costruita sulle nostre montagne, sulle nostre colline, tra i cippi che oggi rievocano, muti ed eloquenti al tempo stesso, l’orrore delle rappresaglie e dei rastrellamenti. Ce lo rammenta l’ultima lettera, prima di essere fucilato dalla gendarmeria della Rsi, del 32enne Franco Balbis: “Possa il mio sangue servire – scriveva – per ricostruire l’unità italiana e per riportare la nostra Terra ad essere onorata e stimata nel mondo intero”». 

Dopo il discorso del sindaco Paolo Dosi, del presidente della provincia Francesco Rolleri, il prefetto Anna Palombi ha consegnato le medaglie del Ministero della Difesa alle donne e agli uomini che hanno animato la Resistenza italiana, unitamente ai reduci dell’internamento nei lager nazisti e ai combattenti inquadrati nei reparti regolari delle Forze Armate. «Ai giovani di oggi dico non abbassate le braccia, non arrendetevi. Nulla è conquistato per sempre ed è per questo che la nostra Costituzione va conosciuta, insegnata, diffusa. Deve diventare parte integrante della formazione di ogni persona. Ne va del nostro futuro, del futuro delle nuove generazioni», dice la delegata nazionale Anpi, Eletta Bertani. 

L'ELENCO DEGLI INSIGNITI 

AQUINO GUGLIELMO
ARGELLATI ALDO
AZZINI GIUSEPPE - DECEDUTO
BASSI WALTER
BOFFELLI DINO
BONGIORNI DELFINO
BOTTARELLI FIORELLO
BRAGHIERI ERNESTO
BRAGHERI MARIO
BREGA RICCARDO
CANEVARI ANTONINO
CASAROLA OTTAVIO
CAVALLONI ADOLFO - DECEDUTO
CELLA GAETANO
CONTINI FERNANDO
CRAVEDI RENATO
DONAZZI GIULIO - DECEDUTO
DORDONI AMATO
FANZOLA GIUSEPPE
FERRI LINO - DECEDUTO
GALLARATI FERDINANDO
GALLARATI MARIO
GAMBARELLI ANTONIO
GOBBI GIANNI - DECEDUTO
INZANI FRANCESCO
INZANI GIUSEPPE
LENTONI FERRUCCIO
LUPI FERMO
MAGNASCHI RAMBALDA
MAGNASCHI UGO
MANZINI RENZO
MARAZZI MARIO
MIGLIORINI GIUSEPPE
MOGLIA GERMANA
MUSETTI ENZO
ORSI PIETRO
PAGANINI RINALDO
PANCINI BRUNO
PECORARI EMILIO
PELLEGRI FERNANDO
PIGHI BRUNO
PIVA FRANCO
PORTA ALDO
PRATI ALDO
RANCATI PAOLO
RESMINI PAOLO
ROVATI BRUNO
SACCHI DUILIO ANGELO
SATTA PIETRO
SCACCHI ANGELO
SCARAMUZZA GIUSEPPE
SCHIAVETTA MARIO
SOMMI ANGELO
SORDI IGINO - DECEDUTO
TAVANI PIERINA
TRECORDI MARIO
VINCINI ERNESTO
VIOLA FERRANTE
ZAMBIANCHI ROBERTO
ZANGRANDI ALESSANDRO
ZANI GIULIO
 

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