Festa della Repubblica, a Piacenza “i soldati in prima linea” sono medici, infermieri e soccorritori

Celebrazioni senza cittadini per il 2 Giugno, Festa della Repubblica. Il prefetto Falco: «Oggi i nostri sanitari rappresentano davanti alla bandiera la forza del sacrificio»

FOTO GIANFRANCO SALVATORI

Venti camici bianchi e tute colorate dei soccorritori che abbiamo imparato a conoscere bene in questi tre mesi. E’ l’omaggio di Piacenza per la festa della Repubblica a quanti si sono battuti, senza risparmiarsi, contro il flagello coronavirus. Sono stati loro i protagonisti, i sanitari. In una piazza Cavalli assolata e dal sapore particolare - senza cittadini, né schieramenti di reparti militari - è stato celebrato il 2 giugno «che oggi non riusciamo a chiamare festa» ha detto il prefetto Maurizio Falco. Alla cerimonia erano presenti il prefetto, il maggior generale Sergio Santamaria, il ministro Paola De Micheli e il sindaco della città e presidente della Provincia Patrizia Barbieri, il consigliere regionale Katia Tarasconi a rappresentare le istituzioni. Intorno alla piazza qualche cittadino, volontari di altre associazioni, tra cui gli alpini, e alcune persone che dal balcone della Camera di commercio hanno disteso tre tricolori. Il prefetto ha portato il grazie della comunità a medici, infermieri, operatori sanitari, volontari. «La dignità della persona va tutelata dal limbo delle nuove povertà e lo faremo reagendo insieme» ha affermato il prefetto che ha poi ricordato la tenacia del sindaco di Ferriere, Giovanni Malchiodi. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, De Micheli, dopo i ringraziamenti «e il senso di gratitudine di tutto il Paese ai piacentini e ai suoi sanitari», ha sottolineato «il progetto di sostegno alla sanità, piacentina e nazionale, per il quale il Governo ha stanziato risorse nazionali ed europee». Il ministro ha parlato delle tante difficoltà vissute e che ci aspettano: «E’ nato un senso di solitudine, a cui dobbiamo dare risposte, di categorie nuove come le famiglie, le donne, le piccole imprese, i lavoratori che temono lo spettro della disoccupazione». Poi, una stoccata politica all’opposizione (oggi manifestava in cento piazze): «Riprendo le parole di Mattarella sulla necessità di unità. No a risposte di parte o al vociare di polemiche, ma occorre trovare soluzioni comuni». Citando il Vangelo, De Micheli ha scandito che «non è tempo di polemiche, delle analisi postume e del “senno del poi”. Questo è inaccettabile per chi ha portato sulle spalle il peso della crisi». A margine della cerimonia, il primario di Oncoematologia, Luigi Cavanna ha evidenziato come invitare i sanitari «sia stata un’idea molto bella, così siamo più vicini alla città. Abbiamo vissuto un dramma, ma c’è un dato positivo: abbiamo acquisito conoscenze utili per eventuali ritorni, abbiamo fatto conoscere le cure precoci, fondamentali per questa malattia».

Dopo la lettura del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi in visita nella vicina Codogno (Lodi) – il prefetto Maurizio Falco ha voluto ringraziare la comunità piacentina. «Consentirete anche a me di rendere onore a questa terra – ha detto Falco nel suo discorso - che ha fornito ancora una volta prova di come si fa squadra, specie nei momenti della estrema necessità e della paura. Pur nelle diversità di competenze e di ruoli, delle responsabilità professionali ed istituzionali, nella differente visione politica, di approccio emotivo ovvero della capacità di resistenza allo stress, ho visto un’unica forza di reazione muovere dal profondo di ciascuno di noi. Giustamente va ricordata in occasione della manifestazione celebrativa più importante per la Repubblica, che oggi Venti camici bianchi e tute colorate dei soccorritori che abbiamo imparato a conoscere bene in questi tre mesi. E’ l’omaggio di Piacenza per la festa della Repubblica a quanti si sono battuti, senza risparmiarsi, contro il flagello coronavirus. Sono stati loro i protagonisti, i sanitari. In una piazza Cavalli assolata e dal sapore particolare - senza cittadini, né schieramenti di reparti militari - è stato celebrato il 2 giugno «che oggi non riusciamo a chiamare festa» ha detto il prefetto Maurizio Falco. Alla cerimonia erano presenti il prefetto, il maggior generale Sergio Santamaria, il ministro Paola De Micheli e il sindaco Barbieri, il consigliere regionale Katia Tarasconi a rappresentare le istituzioni. Intorno alla piazza qualche cittadino, volontari di altre associazioni, tra cui gli alpini, e alcune persone che dal balcone della Camera di commercio hanno disteso tre tricolori. Il prefetto ha portato il grazie della comunità a medici, infermieri, operatori sanitari, volontari. «La dignità della persona va tutelata dal limbo delle nuove povertà e lo faremo reagendo insieme» ha affermato il prefetto che ha poi ricordato la tenacia del sindaco di Ferriere, Giovanni Malchiodi. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, De Micheli, dopo i ringraziamenti «e il senso di gratitudine di tutto il Paese ai piacentini e ai suoi sanitari», ha sottolineato «il progetto di sostegno alla sanità, piacentina e nazionale, per il quale il Governo ha stanziato risorse nazionali ed europee». Il ministro ha parlato delle tante difficoltà vissute e che ci aspettano: «E’ nato un senso di solitudine, a cui dobbiamo dare risposte, di categorie nuove come le famiglie, le donne, le piccole imprese, i lavoratori che temono lo spettro della disoccupazione». Poi, una stoccata politica all’opposizione (oggi manifestava in cento piazze): «Riprendo le parole di Mattarella sulla necessità di unità. No a risposte di parte o al vociare di polemiche, ma occorre trovare soluzioni comuni». Citando il Vangelo, De Micheli ha scandito che «non è tempo di polemiche, delle analisi postume e del “senno del poi”. Questo è inaccettabile per chi ha portato sulle spalle il peso della crisi». A margine della cerimonia, il primario di Oncoematologia, Luigi Cavanna ha evidenziato come invitare i sanitari «sia stata un’idea molto bella, così siamo più vicini alla città. Abbiamo vissuto un dramma, ma c’è un dato positivo: abbiamo acquisito conoscenze utili per eventuali ritorni, abbiamo fatto conoscere le cure precoci, fondamentali per questa malattia».non riusciamo a chiamare Festa. Succede questo non soltanto per la lunga scia di perdite umane o per la paura che ancora attanaglia tanti di noi.  Ma anche per gli strascichi di un’economia ferita - che si fa sentire maggiormente nei territori tradizionalmente più produttivi del paese. Ci sarà quindi forte preoccupazione per chi è chiamato a non sbagliare le scelte più opportune, per uscire al più presto dalle incertezze di un futuro di crisi economica e sociale di livello globale. Occorre far presto, e ripensare alcuni dei capisaldi della Governance occidentale. Senza timore di mettere in discussione consolidate regole di gestione di una democrazia dinamica ed inclusiva: che va difesa innanzitutto con una migliore organizzazione dei sistemi di tutela e garanzia dei diritti fondamentali della persona. Si è detto già, da più parti, della necessità di un di più di flessibilità: nei settori che sostengono la risposta sanitaria: nei confronti di una popolazione che continua a conoscere un inverno demografico non facilmente sostenibile. Così come per quelli deputati a sviluppare opportunità di lavoro e dignità della persona: questa dignità va cercata per chi ancora non l’aveva ancora, e per chi, all’improvviso, rischia di perderla, vedendosi trascinare nel limbo delle nuove povertà. Dobbiamo allora reagire ancora una volta insieme, pubblico e privato, categorie produttive e sindacati, Istituzioni, associazionismo di settore e singoli cittadini. Cittadini che hanno peraltro qui ampiamente dimostrato di sapere e volere contribuire adeguatamente alla causa comune, ed in prospettiva, alla ripresa sociale. Come è accaduto, in questa provincia, attraverso cospicue donazioni da parte di imprenditori locali di presidi medico sanitari o di risorse finanziarie.

Ma anche attraverso il gesto di associazioni e di singoli cittadini che hanno e potranno ancora partecipare attivamente alla sfida del virus, ed all’auspicato rilancio. Anche soltanto con l’adozione di semplici comportamenti virtuosi e rispettosi di una rinnovata “igiene sociale”: alimentata dalla generosità, dal confronto, dalla cura dell’altro, dal merito. Si tratta dunque di rafforzare quella fiducia reciproca, in grado di alimentare un più ampio circuito di benessere aperto alla partecipazione attiva (e non passiva) di tutti. Sino a ieri la Storia correva troppo veloce sotto i nostri occhi, quando la chiamata alle armi per combattere la pandemia ha visto accorrere, prima di tutti, operatori sanitari, sindaci, militari, forze dell’ordine e della protezione civile. Tutto quanto è accaduto rimarrà nelle pagine della storia insieme al dolore dei parenti di chi non ce l’ha fatta: e permettetemi il ricordo tra i tanti del sindaco di Ferriere, Giovanni Malchiodi, così fortemente impresso nella memoria di tutti noi e dei colleghi sindaci: ai quali rivolgo un abbraccio affettuoso e commosso ancor più forte proprio perché la pandemia non consente di ritrovarsi ancora tutti insieme fisicamente.  Ma il dolore rimarrà particolarmente scolpito negli occhi dei nostri medici infermieri e operatori sanitari tutti. I nostri soldati in prima linea che hanno visto direttamente quello che è successo, che hanno vissuto - pur salvando tantissimi in pericolo - la improvvisa tragedia di mille vite spezzate. Tra di essi tanti amici, tanti destini interrotti da qualcosa che non si era mai visto prima. Per tutto questo, nel pieno rispetto delle direttive imposte a garanzia del distanziamento sociale, ho voluto che fossero loro a rappresentare, di fronte alla Bandiera nazionale, la Forza del sacrificio espresso dalla Comunità ed a ricevere, ancora una volta, il doveroso plauso della cittadinanza tutta. È il motivo per cui ho chiesto all’Azienda sanitaria locale e al suo Commissario, Luca Baldino, all’Ordine dei Medici, all’Ordine degli Infermieri, all’Ordine dei Radiologi e delle professioni sanitarie tecniche, unitamente al mondo del volontariato sanitario rappresentato dalla Croce Rossa e dall’Anpas, di essere con noi. Il loro incessante ed estenuante sacrificio, unito alla capacità di ricerca sul campo di rimedi e metodologie sperimentali di cura, con risonanza nazionale ed internazionale, è stato essenziale per far sì che una tragedia enorme non assumesse contorni ancor più drammatici. Presto ne usciremo in maniera definitiva, ma cambiati, diversi. Qualcuno dice auspicabilmente migliori perché i morti in tutto il mondo hanno fatto percepire, accanto alle naturali polemiche, un flusso di ritorno ai valori fondanti delle nostre culture ed un rinnovato umanesimo delle coscienze. Valori richiamati in scena di fronte alla esigenza soprattutto di un rinnovato patto tra generazioni – giovani ed anziani – per una ritrovata coesione ed equità che ovunque dovrà coniugarsi, con la redistribuzione delle opportunità nella certificazione del merito. Prepariamoci dunque a reagire uniti, nell’imminente futuro di sacrifici, che dovranno essere degni di coloro che hanno combattuto e che hanno portato sino alle estreme conseguenze il giuramento di servizio verso la Patria. Viva la Repubblica, Viva l’Italia, Viva Piacenza».

Presenti, oltre al prefetto, il sindaco di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri, il ministro dei trasporti Paola De Micheli e una vasta rappresentanza dei vertici e primari dell’Ausl di Piacenza. Tra loro, il direttore generale Luca Baldino, i medici Luigi Cavanna, Daniela Aschieri, Andrea Magnacavallo, Guido Pedrazzini. Paolo Rebecchi (Anpas), Alessandro Guidotti (Croce Rossa), Augusto Pagani (Ordine dei Medici) e rappresentanze della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco.

LE ONOREFICENZE CONSEGNATE IN PREFETTURA

Alle 11 in Prefettura il prefetto Falco ha consegnato le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. I premiati di quest'anno sono:


UFFICIALE
Maggior Generale Sergio Santamaria
. Il Maggior Generale Sergio Santamaria da ottobre 2018 è Direttore del Polo di Mantenimento Pesante Nord. Nell’ambito della sua carriera militare, oltre ad avere svolto molteplici incarichi di  comando,  ha prestato servizio presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, ha guidato l’Ufficio del Capo Dipartimento Trasporti e Materiali presso il Comando Logistico dell’Esercito,  ha assunto nell’ambito dell’”Operazione Sabina” l’incarico di Comandante del Raggruppamento “sisma”, con il compito di coordinare le forze della Difesa impegnate per il soccorso alla popolazione in occasione dei terremoti che hanno colpito il centro Italia.
Dal 19 maggio 2017 al 27 settembre 2018 è stato il Comandante del Comando dei Supporti Logistici e custode della Bandiera di Guerra dell’Arma Trasporti e Materiali. Il Generale Santamaria inoltre è stato impiegato all’estero nell’ambito dell’AMF quale Comandante dell’NSE del contingente Italiano e delle forze di pace delle Nazioni Unite in Mozambico ed in Libano. Ha partecipato, tra l’altro, anche all’operazione “Enduring Freedom” con il contingente Nibbio in Afghanistan quale Comandante di GSA.

CAVALIERE
Forlini Pierluigi.
Dal 2013 è Vice Presidente Sezionale degli Alpini di Piacenza e dal 2017 è capo Gruppo degli Alpini di Borgonovo Val Tidone. Pensionato ha svolto la propria attività prima presso il Dazio Doganale di Borgonovo Val Tidone, poi in qualità di responsabile ha operato presso l’Azienda IME di Borgonovo Val Tidone. Successivamente ha presto servizio come Capo Reparto Collaudo presso la Petroltubi di Castel San Giovanni per terminare poi la sua attività gestendo in Borgonovo Val Tidone il distributore carburante già condotto dal padre. Nell’Ambito della Associazione Alpini nel 2011 ha ricoperto anche l’incarico di rappresentante di vallata Alta Val Tidone 

Sostituto Commissario di Polizia Luciano Giannatiempo. Dal 1986 è in forza alla Questura di Piacenza nel cui ambito ha prestato servizio in diverse sezioni. In particolare si citano gli incarichi di Ufficiale di P.G. presso l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, di Responsabile della 1° Sezione della Squadra Mobile , di Responsabile dell’Ufficio Minori Nucleo P.G., di Dirigente dell’U.P.G.S.P., di Coordinatore di unità operative in attività di prevenzione e repressione dei reati in genere in occasione dell’aggregazione presso la Questura di Piacenza dei Reparti Prevenzione Crimine di Bari, Lecce, Modena, Reggio Emilia e Bologna, di Ispettore Coordinatore dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e del servizio di Poliziotto di Quartiere di Responsabile Sezione Investigativa Ufficio Digos e, infine, di  Coordinatore dell’Ufficio DIGOS,  incarico attualmente ricoperto. Per l’attività prestata numerosi i riconoscimenti conferitigli.

Michele Gorrini. Dopo aver prestato per tredici anni la propria attività come operaio presso la locale impresa edile “Bolzoni Carlo”, è stato assunto presso il Comune di Gossolengo ove ha prestato attività di cantoniere. Ha poi proseguito la carriera esercitando l’attività di autista soccorritore prima presso la Croce Rossa poi come dipendente AUSL, attività quest’ultima che ancora presta. Nell’ambito della Croce Rossa Italiana, della quale è socio dal 1991, il Sig. Gorrini ha ricoperto diversi incarichi: Vice Ispettore dei Volontari del Soccorso della C.R.I. Piacenza; Ispettore dei Volontari del Soccorso della C.R.I. Piacenza; Ispettore Provinciale dei Volontari del Soccorso della C.R.I. Piacenza e attualmente di Coordinatore della C.R.I. di Piacenza.  Dal 2014 è altresì Delegato Provinciale del Comitato di Piacenza della C.R.I. per le maxi emergenze di Protezione Civile, partecipando numerose operazioni di assistenza e soccorso in occasione di calamità verificatesi. Negli ultimi 20 anni ha anche coordinato i Volontari della Croce Rossa in innumerevoli operazioni per la ricerca delle persone scomparse nel territorio piacentino.

Rosanna Laricchia. Ha prestato servizio presso la Prefettura di Piacenza, dal 1978 al 2016 data in cui con la qualifica di Funzionario Amministrativo è stata collocata in quiescenza. Durante la carriera professionale presso questa sede la dipendente ha svolto principalmente il suo servizio in qualità di componente dell’Ufficio Elettorale con il compito di svolgere anche l’attività ispettiva nei vari comuni della provincia. La signora Laricchia inoltre ha ricoperto nel 1994 l’incarico di Segretario del gruppo di lavoro per l’attuazione in ambito provinciale del progetto “Scuola Sicura” finalizzato alla promozione della cultura della protezione civile nelle scuole.

Brigadiere Capo Nicola Mazza. Si è arruolato nell’Arma il 31 marzo 1977 e, nel 2020 dopo 43 anni di servizio effettivo è stato collocato in congedo per limiti di età. Nella carriera, ha prestato servizio presso la Stazione di Marsaglia, la Tenenza di Bobbio (PC), il Nucleo Comando Compagnia Carabinieri di Parma e la Legione Carabinieri di Parma, il Nucleo Comando Gruppo Carabinieri di Piacenza, il Comando della Compagnia Carabinieri di Piacenza e l’Ufficio Comando del Comando Provinciale Carabinieri di Piacenza.

Brigadiere Steve Spagnoli. Si è arruolato nell’Arma nel 1981 e nel 2005 è stato collocato in congedo. Durante la carriera professionale ha prestato servizio con l’incarico di Carabiniere Paracadutista presso il Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” di Livorno, quindi presso la stazione Carabinieri di Cremona, il Nucleo Informativo del Gruppo Carabinieri di Cremona, il Nucleo Informativo del Gruppo Carabinieri di Piacenza, il Nucleo Comando del Comando Provinciale Carabinieri di Piacenza.
Ha altresì partecipato alla missione in Libano fino al 1984 e nel 2001 come interprete per la lingua inglese nell’ambito del vertice G8 a Genova. Al di fuori dell’attività lavorativa il segnalato è attivamente impegnato in ambito sociale e collabora con l’Associazione Onlus “William Bottigelli” di Piacenza 

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