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Un momento della cerimonia (Foto Gatti)

Un momento della cerimonia (Foto Gatti)

Festa della Repubblica nel cuore del Quartiere Roma: «Le istituzioni sono anche qui»

Festa della Repubblica ai Giardini Margherita nel cuore del Quartiere Roma, il prefetto: «Scelta non casuale». E sull'assenza di alcuni sindaci dice: «L'accoglienza dei profughi è un obbligo». Consegnate quattro medaglie d'onore ai deportati e internati nei lager

La scelta di festeggiare la festa della Repubblica ai Giardini Margherita, nel cuore del Quartiere Roma, non è stata casuale ma il frutto di un ragionamento che ha come fine l'integrazione tra i piacentini e i tanti cittadini stranieri presenti nel nostro territorio. E così alle 11 del 2 giugno una dell'aree verdi più belle, ma anche più bistrattate e teatro di episodi poco piacevoli di cronaca, ha ospitato la cerimonia per il 70esimo anniversario della nostra Repubblica. Pochi, in verità, i cittadini presenti, che hanno deciso di partecipare.  Dopo la lettura del discorso del presidente della Repubblica e del prefetto, Anna Palombi: «Felice che questa festa faccia conoscere di anno in anno parti diverse della nostra città. Questa è la dimostrazione che le istituzioni sono anche qua, in questo parco, che è simbolo del Quartiere Roma», sono state consegnate quattro medaglie d'Onore concesse dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra ed ai familiari dei deceduti. I destinatari delle Medaglie sono Bruno Cremona (deportato in Germania dal 9.09.1943 al 8.05.1945) ed alla memoria di Luigi Bolici (deportato in Germania dal 8.09.1943 al 20.03.1945), Mario Repetti (deportato in Germania dal 1.09.1943 al 13.10.1945), Federico Segalini (deportato in Germania dal 1.09.1943 al 1.04.1945).

SINDACI DISERTANO LA CERIMONIA - Qualche sindaco della provincia ha disertato la cerimonia come forma di protesta nei confronti della gestione dei richiedenti asilo da parte della Prefettura, dopo il rifiuto categorico di ospitarli sul proprio territorio, e il Governatore ha replicato: «Sono costretta ad attuare le scelte del Governo, e per me l'accoglienza dei profughi è un obbligo, invito caldamente i sindaci a collaborare per fare un percorso di integrazione condiviso. Mi piacerebbe incontrarli nelle prossime settimane per avere un confronto»

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