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Festival del Diritto: enfasi piacentina ma scarso rilievo sui media nazionali

Sulle pagine dei quotidiani nazionali (e sui media in generale) poco risalto al Festival piacentino: il parere negativo sull'evento di due lettori di "Italia Oggi"

A qualche giorno dalla conclusione del Festival del Diritto 2015, i cui eventi avrebbero  richiamato una presenza superiore alle 25 mila presenze (risultato raggiunto lo scorso anno), con le testate piacentine che vi hanno dedicato estesi servizi, con i circa 2 mila accessi/ giorno al sito web del Festival e le dirette video trasmesse in streaming, si riscontrano anche inviti a rivedere la formula. Vi sono stati infatti interventi “demolitori” come questi, espressi in tre lettere pubblicate sul quotidiano nazionale “ITALIA OGGI”.

I renziani regalano il megafono a Rodotà

Il modesto e sempre più disertato Festival del diritto di Piacenza,  inventato dall’allora sindaco Roberto Reggi, renziano doc, anzi, ante marcia (poi nominato dal premier, credo per riconoscenza,  a capo dell’Agenzia del Demanio) venne subito affidato alla coorte romana di Stefano Rodotà (una scelta leghista all’opposto, si potrebbe dire). Il Festival è stato poi mantenuto in vita con la respirazione artificiale dall’attuale sindaco Paolo Dosi (anche lui renziano doc) che, prima, con un improvviso colpo di mano, aveva derattizzato la giunta della presenza di qualsiasi assessore bersaniano nella città di Bersani. Adesso invece Dosi continua a dare in appalto il Festival del diritto al leader ideologico del Sel che lo usa, visibilmente, come strumento di una politica antirenziana oltre che di visibilità personale. Non a caso Rodotà in una recentissima intervista a Gnoli di la Repubblica, ha riconosciuto di essere ostinatamente vanitoso. E poi si dice che Renzi è contro il pluralismo. Ma forse perché non lo sa che a Piacenza, per iniziativa e responsabilità dei suoi, si disfa il gomitolo politico che lui sta tessendo a Roma. (Vasco Ranieri di Sorbello) 

Festival del …diritto di non parteciparvi

Al Festival del diritto di Piacenza c’erano più relatori che partecipanti. Da cui la battuta  che è un “Festival del diritto di non parteciparvi”. Per fortuna che, per riempire (si fa per dire i saloni e le aule) sono stati mobilitati in forza gli studenti delle scuole cittadine che, tra la scelta di una mattinata a scuola, oppure un passeggiata a bighellonare in centro, baciati dal flebile sole di questa estate che si spegne, hanno comprensibilmente preferito la passeggiata. Ma è giusto sottrarre giornate di scuola per far contento (o meno infelice) il professor Rodotà che, facendo finta di non sapere come stanno realmente le cose, si è anche compiaciuto  “per la folta partecipazione giovanile”. L’impunito. (Rosanna  Maghenzani)

Le truppe cammellate

Il Sole-24 Ore ha dedicato quest’anno una svogliata attenzione al “Festival del diritto” di Piacenza. Ma nell’unico e striminzito articolo che gli ha riservato, ha preso un topica clamorosa  rilevando che in questo Festival “c’erano circa duecento eventi (da qui il rilievo, motivato,  che c’erano più relatori che  ascoltatori, ndt) al quale hanno partecipato moltissimi giovani appassionati dal carisma e dalla passione degli intellettuali e politici della vecchia guardia”. Al Sole-24 Ore  è però sfuggito che quei giovani erano studenti delle scuole medie superiori piacentine che, con la scusa di partecipare al Festival, avevano goduto di una giornata al riparo da compiti e interrogazioni. Erano delle truppe cammellate che, pur di non andare a scuola, hanno pagato il pedaggio di andare a dare un’occhiata su cosa succedeva al Festival. Hanno bigiato legalmente. Il massimo, in punta di diritto. (Arturo Sangemini)

                                                                                    

Per allargare la platea delle opinioni abbiamo cercato raffronti mediatici sulla kermesse piacentina del Diritto attraverso le prime pagine di Google, ma  con poco successo perché le risposte del motore di ricerca attestano una attenzione modesta da parte delle testate nazionali: un articolo de “Il Sole 24 ore” che parla di “circa 200 eventi al quale hanno partecipato moltissimi giovani affascinati dal carisma e dalla passione di intellettuali e politici della vecchia guardia”, sulla Stampa.it un articolo circoscritto all’intervento di Giorgio Napolitano e poco altro.

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