Festival del diritto, Rodotà: «Il futuro sta nelle parole dignità e uguaglianza»

Presentata a Piazzetta Piacenza l'edizione 2015 del Festival del Diritto. Rodotà: «Dopo tanti anni mi sento anche io piacentino. Quest'anno il tema è molto impegnativo: il futuro è il momento già presente, non è quello che deve venire»

Manca poco all'ottava edizione del Festival del diritto che partirà il 24 settembre: la presentazione dell’evento, avvenuta a Piazzetta Piacenza a Expo nel pomeriggio del 10 settembre, alla presenza di molte autorità (fra cui il sindaco di Piacenza e il presidente della Provincia) è stata introdotta da un'esibizione degli alunni del conservatorio Nicolini. «La partecipazione degli studenti al festival – ha spiegato il sindaco Paolo Dosi - è una cosa molto importante: cerchiamo di coniugare il tema del futuro con le nuove generazioni e la loro partecipazione. Ormai investire sul sapere e sulle relazioni è diventata una pratica sempre più importante e noi come città cerchiamo di farlo il più possibile».

«Dopo tanti anni – ha commentato il direttore scientifico dell'evento Stefano Rodotà - mi sento anche io piacentino. Quest'anno il tema è molto impegnativo: il futuro è il momento già presente, non è quello che deve venire. Nei primi anni '50 ci si chiedeva che cosa sarebbe diventata l'Italia dopo la migrazione dal sud al nord. Il boom italiano è stato legato anche a questa nuova dislocazione delle persone. Oggi le domande cambiano ma dovremo cercare di riflettere sul futuro che ci attende. L'Europa si è data una Carta dei diritti fondamentali che si apre con le parole: la dignità umana è inviolabile. Questa dignità è messa in discussione dalla circostanze della vita, dalla tecnoscienza e dalla prepotenza della finanziarizzazione del mondo. Verrà a parlarci – Rodotà ha passato in rassegna alcuni degli ospiti più importanti - di eguaglianza Liliam Thuram, che ha saputo trasferire la sua intelligenza calcistica nel mondo sociale: in tanti paesi la sua fondazione si occupa della discriminazione. È uno sguardo diverso da quello del giurista perché ci porta nel cuore di una delle più grandi sfida, dignità e eguaglianza sono le due parole che stanno sfidando tutto il mondo. Walter Siti, uno dei più grandi scrittori italiani ci porterà invece lo sguardo di un letterato, di un romanziere che secondo me è uno sguardo importante e lungimirante. Il nostro è un festival partecipato da tutta la città di Piacenza: questo è un tratto distintivo che ha consentito al festival di vincere una scommessa. All'inizio tutti dicevano che non avrebbe avuto successo invece non è stato così. Il diritto ha sempre avuto l'abitudine di guadare al passato: ora non può più fermarsi, deve fornire una regola aperta per cui il futuro si riesca a trovare a suo agio con le sue norme».

«Undici anni fa – ha detto alla presentazione Ludovico Steidl della Casa editrice Laterza - abbiamo immaginato due progetti: un ciclo di pubblicazioni sulla storia e uno sull'economia. La risposta riguardo al secondo fu che non ci sono appassionati ma solo tecnici di economia. La stessa cosa ci dissero del Festival del diritto. Questo festival dimostra che gli appassionati di diritto ci sono ma forse non sapevano di esserlo. Far emergere questa passione inconsapevole per il diritto e l'economia mi sembra una cosa di cui andare orgogliosi». L’appuntamento è perciò per il 24 settembre, data di inizio del grande evento piacentino.

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