Festival del diritto, Missoni: "La vera malattia è la povertà"

A Palazzo Galli Eduardo Missoni e Nicoletta Dentico hanno dimostrato come l'accesso ai farmaci e alle cure in molte situazioni siano traguardi di civiltà difficili da raggiungere

la_feniceSe è vero che con la modernità si afferma l'idea che gli uomini possano essere uguali nei diritti e nelle libertà, è altrettanto vero che la storia dell'umanità è anche una storia di disuguaglianza. Proprio il tema delicato e di grande attualità della disuguaglianza, quest'anno argomento centrale del Festival del diritto, ha permesso, questo pomeriggio, di esplorare un ambito spesso "dato per scontato" come quello delle disuguaglianza nella diritto alla salute per tutti coloro che hanno un potere d'acquisto insufficiente a pagare prestazioni, cure o farmaci che non siano garantiti, come tutti i diritti fondamentali, dal loro stato.

LA FENICE - L'associazione La Fenice, per la terza volta consecutiva presente al Festival, con due esperti di calibro internazionale Nicoletta Dentico, consulente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e Eduardo Missoni, docente di salute Globale e funzionario dell'Unicef hanno guidato il folto pubblico presente in una riflessione spaziando da temi etici a dati concreti analizzando la situazione mondiale e affermando la necessità di un cambiamento radicale nell'ambito del diritto alla salute.

LA SALUTE AI TEMPI DEL COLLASSO DELLA FINANZA GLOBALE - "Negli ultimi anni si è assistito a una continua e sempre crescente mercificazione della salute" questo l'esordio dell'intervento di Nicoletta Dentico che afferma come "ci sono persone che hanno bisogni immensi ma che vivono fuori dalle logiche di mercato, pertanto le case farmaceutiche non potendo avere un profitto considerevole rivolgono le proprie risorse verso il mercato dei paesi sviluppati, lasciando scoperti milioni di pazienti".

LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI - Analizzando il caso concreto del sistema sanitario della Grecia e poi quello USA la Dentico sostiene come "il paradigma economico attuale continui a creare iniquità e povertà. Questo quando la salute è il più eloquente indicatore di giustizia sociale in una società. Ben prima della crisi, la parabola della salute seguiva una rotta discendente per gli abitanti più poveri ed emarginati del pianeta. Malgrado i reiterati annunci e le molteplici iniziative globali - una per tutta, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio - volte a ridurre il danno delle gravi privazioni patite da buona parte dell'umanità, per molti individui si è ulteriormente ridotto il già breve passo tra malattia e morte. Le violazioni strutturali dei diritti umani restano, per nulla scalfite dagli esercizi di buona volontà di alcuni paesi donatori e di filantropi potenti e facoltosi".

LE POSSIBILI SOLUZIONI - "Occorre cambiare le regole del gioco" continua la Dentico, "è necessario che la società civile e specialmente quella europea debbano muoversi in una direzione di redistribuzione delle risorse finanziarie in modo tale da colmare il divario esistente tra mondo sviluppato e il terzo mondo".

LA SALUTE NON E' SOLO "L'ASSENZA DI MALATTIA" - Eduardo Missoni, docente di salute globale alla Bocconi di Milano, inizia così il suo intervento citando la definizione di salute elaborata nel 1948 dall'OMS (organizzazione mondiale della sanità) che recita: "La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale,e sociale e non soltanto assenza di malattia"; ecco questo è il nodo fondamentale dal quale partire per una corretta analisi della situazione mondiale per cercare di capire quali sono i presupposti e in che modo è possibile creare sistemi sanitari che permettano un accesso alla prevenzione e alle cure a tutti coloro che le necessitano." Proseguendo nell'analisi, sostiene come "l'elemento fondamentale nell'accesso alla cura è l'apertura al dialogo con le culture e le popolazioni con le quali si va ad interagire, cercando di capire le esigenze, le necessità senza logiche di profitto ma tenendo ben presente come tutto questo vada affrontato con un preciso senso etico" - e conclude - "l'iniquità, a differenza della disuguaglianza, si verifica quand'è la società civile stessa, attraverso le sue norme e i suoi rappresentanti a negare, totalmente o parzialmente, eguali opportunità ad individui appartenenti a gruppi diversi, è contro tutto questo che abbiamo il dovere di combattere".

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LA CAMPAGNA 0,05: LA TASSA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE - Una delle proposte più articolate e dibattute, riguarda la messa a punto di una tassa sulle transazioni finanziarie in grado di assicurare agilmente fondi prevedibili e sostenibili per lo sviluppo, e di attaccare le sistematiche disuguaglianze, non solo in ambito sanitario. Tasse sulle transazioni finanziarie esistono in doversi paesi: India, Colombia, Stati Uniti, Cina e Regno Unito - qui, la tassa dello 0,5 per cento sulle transazioni dei titoli porta miliardi di sterline ogni anno al tesoro nazionale. Pertanto la tassa sulle transazioni finanziarie è una forma di micro-tassazione indolore che punta a ridistribuire la ricchezza dei pochi, per combattere la povertà dei più. Si tratta di una proposta chiave non solo per aumentare la quantità dei fondi allocati allo sviluppo, ma anche la loro qualità.

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