Figli contesi e rapiti: metà poliziotti e metà mediatori, ecco la sezione Minori dell'Anticrimine

Sono cinquanta i casi che dall'inizio dell'anno sono stati trattati dalla sezione Minori della divisione Anticrimine della questura di Piacenza. Metà poliziotti e metà mediatori, gli agenti si trovano ad affrontare quotidianamente situazioni difficili in cui sono coinvolti minori e famiglie

L'assistente capo Maria Pilone e l'ispettore superiore Michele Mauro della divisione minori dell'Anticrimine

Disagio giovanile e figli contesi. Sono cinquanta i casi che dall'inizio dell'anno sono stati trattati dalla sezione Minori della divisione Anticrimine della questura di Piacenza. Metà poliziotti e metà mediatori, gli agenti si trovano ad affrontare quotidianamente situazioni difficili in cui sono coinvolti minori e famiglie.  «Nel nostro lavoro è fondamentale la collaborazione con il territorio e con tutti gli operatori del settore: insegnanti, Asl, Telefono Azzurro, Telefono Rosa, Asp Azalea, e tutti i servizi sociali dei vari comuni. Una rete che ci permette di intervenire tempestivamente per cercare di risolvere il caso tutelando al massimo i bambini», fanno sapere l'assistente capo Maria Pilone e l'ispettore superiore Michele Mauro. Genitori che si stanno separando e che usano i figli per rivalersi uno con l'altro, disagio scolastico che si traduce in danneggiamenti o furti nelle scuole, figli sottrattri a un genitore e portati all'estero, minori arrivati in Italia non accompagnati. Queste in sintesi le macroaree dove sono chiamati a intervenire gli agenti dell'Anticrimine che fanno parte della divisione Minori. Prima di tutto si tenta la mediazione, poi si passa alle vie di fatto che prevedono la scesa in campo dei servizi sociali, della Procura e del Tribunale dei Minori di Bologna.  Dall'inizio del 2016 sono stati 39 i minori stranieri non accompagnati seguiti, 25 sono stati affidati ai servizi sociali e gli altri 14 sono stati affidati a parenti residenti sul nostro territorio. Sei invece quelli che nel 2016 hanno fatto perdere le proprie tracce: si tratta di afghani, etiopi, polacchi ed egiziani, che dopo essere stati accolti a Piacenza, dopo poco se ne sono andati, probabilmente alla volta del Nord Europa. In tutto tra stranieri ed italiano sono 213 i minori seguiti nel Piacentino. Quindici invece i casi di sottrazione di minore in ambito europeo ma anche internazionale, trattati dal 2012 ad oggi: quattro in Europa, e 10 in paesi extraeuropei. Quasi sempre sono le mamme che abbandonano il padre e scappano per salvare i figli da situazioni di disagio e talvolta di pericolo vero e proprio. Ad esempio una mamma ecuadoriana è scappata dal suo paese per venire in Italia, il padre era un narcotrafficante. In un altro caso una donna nel 2012 si era rivolta alla polizia per essere salvata, insieme alle sue due figlie, dal marito violento. Erano state messe in una struttura protetta ma durante un colloquio il padre era riuscito a rapire le bambine a portarle in Albania, in una zona di montagna con la nonna paterna in una situazione di disagio e isolamento. Da quel momento la mamma è riuscita a vederle solo una volta. Nei confronti dell'uomo si è aperto un procedimento per sottrazione di minore, ma il caso è nel lontano da essere risolto. Infine, sono sei i minori che si sono allontanati dalle famiglie nel 2016 dopo alcune liti: tutti sono tornati a casa in meno di 24 ore. 

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