Defibrillatori, 79 in città ma la provincia rimane senza

Arrivano due milioni di euro per la diffusione nel 2011 di defibrillatori semiautomatici e automatici. In città ci sono diverse postazioni ma la questione cambia in provincia, dove 50 località sono sprovviste di questo strumento salvavita

Via libera alla diffusione di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni: si tratta della possibilità di utilizzare a questo scopo quattro milioni di euro per il 2010, due milioni per il 2011 e altri due per il 2012. La città di Piacenza ha attive 79 postazioni per l'uso del defibrillatore ma circa 50 località nella provincia, soprattutto nelle aree decentrate, dove un'ambulanza non arriva entro cinque minuti, sono ancora in attesa di questo strumento salvavita.

Come riporta Libertà di oggi, 3 gennaio, la dottoressa Danila Aschieri, presidente dell'associazione "Progetto vita", e il sindaco di Caorso, Fabio Callori, non ritengono opportuni i finanziamenti a pioggia, ricordando che l'esperienza piacentina di sensibilizzazione all'uso del defibrillatore, nata nel 1999 è stata il primo progetto pilota in Europa.

COINVOLTI GLI ENTI LOCALI - L'Anci chiede che siano coinvolti gli enti locali per individuare i luoghi dove collocare i defibrillatori e per sensibilizzare la popolazione all'uso. A Piacenza, dal '99 ad oggi, sono state salvate circa 70 persone, circa 6 mila persone sono state formate all'utilizzo di questo strumento anche se l'obiettivo della prossima campagna di sensibilizzazione è quello di puntare sul fatto che chiunque possa utilizzare il defibrillatore senza rischi, dal momento che il tempo ideale di intervento in caso di sospetto arresto cardiaco è entro 5 minuti.

SERVE SENSIBILIZZAZIONE - "Per noi è come un estintore" - sottolinea la Aschieri - mi sono attivata per cercare di ottenere parte di quei fondi, Progetto Vita è stata la prima realtà in Italia e in Europa a formulare progetti operativi. Non sarebbe corretto adottare una distribuzione a pioggia: mettere dei defibrillatori non vuol dire salvare una vita, è una cultura che cresce nella comunità, le persone vanno sensibilizzate".

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COMPITO DEI COMUNI -  "Dovrebbero essere i sindaci - continua Aschieri - a farsi garanti della distribuzione e del buon funzionamento dello strumento".  Anche il sindaco di Caorso, Fabio Callori, invita a: "non sciupare queste risorse, ci sono progetti partiti che funzionano, come quello di Piacenza. La mia proposta è che siano i sindaci a farsi garanti sul territorio della dislocazione dei defibrillatori. Noi ne abbiamo uno in ogni frazione, nella sede della protezione civile, nel campo da calcio, nella cassa protetta".

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