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La protesta il 18 aprile in via Riva

La protesta il 18 aprile in via Riva

«Fino a quando il prefetto non fissa un incontro non scendiamo dal tetto»

A sostenere i 33 lavoratori licenziati da Seam (la srl aggiudicataria dell’appalto di gestione del magazzino della multinazionale) che dal 16 aprile sono accampati sul tetto dell'hub di via Riva a Montale nella tarda mattinata del 18 aprile anche Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale di Usb

Non scenderanno dal tetto fino a quando non verrà comunicata loro una data per un incontro con il prefetto Maurizio Falco e la Gls. A sostenere i 33 lavoratori licenziati da Seam (la srl aggiudicataria dell’appalto di gestione del magazzino della multinazionale) che dal 16 aprile sono accampati sul tetto dell'hub di via Riva a Montale nella tarda mattinata del 18 aprile anche Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale di Usb: «Lanciamo un appello alla cittadinanza perché si tratta di 33 padri di famiglia che si sono spaccati la schiena per far andare avanti la filiera della logistica con il loro lavoro, hanno consentito alla Gls di fatturare miliardi e ad un certo punto bisogna chiedersi ma a queste persone cosa torna indietro? Appoggiate e sostenete questa vertenza perché è una questione di civiltà». «La lotta continua  - proseguono Roberto Montanari e Riad Zaghdane - perché quello che stiamo chiedendo è il lavoro come garantito dalla Costituzione ma non un lavoro impoverito. Chiediamo categoricamente il reintegro di tutti  e anche l'apertura di un tavolo di confronto con l'azienda. La Gls si deve presentare: dobbiamo discutere e parlare. Sappiamo che il prefetto Maurizio Falco si sta attivando però ha posto la condizione che il gruppo scenda dal tetto ma noi, fino a quando non avremo una data certa non molleremo». E rilanciano: «La notte del 25 aprile, data simbolica che rappresenta la Liberazione, noi saremo qui in via Riva per sostenere i nostri lavoratori. La chiamiamo la notte della resistenza». Nella serata del 17 aprile, con il placet della polizia, i lavoratori accampati sul tetto sono stati rifocillati con acqua e cibo. A vigiliare la polizia, i carabinieri e la polizia locale. 

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