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Cronaca

Fittavolini: «I turisti di Expo troveranno treni fatiscenti e sporchi di 40 anni fa»

Il presidente dell'associazione pendolari di Piacenza commenta i disservizi sulla tratta Piacenza-Milano del 29 maggio. Fittavolini: «definire la gestione Trenord su Milano-Piacenza un fallimento , è un eufemismo»

Ettore Fittavolini, presidente dell’associazione pendolari Piacenza, condividendo e associandosi in toto alle considerazioni fatte dai pendolari della linea Milano-Como-Chiasso, lamenta un pesante disservizio ferroviario capitato a Piacenza per tutta la giornata di giovedì 29 maggio. «L’esperienza personale – commenta Fittavolini - di ieri l’altro è stata pessima. A Piacenza il 29 maggio alle ore 6.30 risultavano già quattro i treni regionali cancellati: diversi altri erano in ritardo e tutte le biglietterie chiuse per sciopero. Ovviamente non si avevano informazioni sui servizi garantiti. Sono riuscito ad arrivare a Milano in treno, come altri temerari, grazie ad uno dei pochi regionali operativi (il Parma-Milano delle 06.48). Nella sera del 29 maggio, poiché mi trovavo negli uffici della mia società in Garibaldi, ho tentato di ritornare a Piacenza da lì, in anticipo rispetto agli orari normali: alle 16.15 tutti  i treni indicati sul tabellone nell’atrio della stazione risultavano cancellati, garantiti che fossero e meno.

Unico treno dato in partenza, un Italo di Ntv per Roma. Sono quindi andato con la metropolitana in Stazione Centrale, ove la situazione era leggermente migliore, ma solo relativamente a treni “Es” e “Av”, mentre tutti i regionali - Trenord o Trenitalia che fossero - e sempre alla faccia dei treni garantiti, risultavano cancellati. Per potere avere la certezza di ritornare a casa, stante un impegno inderogabile, mi sono fatto venire a prendere in macchina fino a San Donato Milanese. Definire la gestione di Trenord (che purtroppo impatta sui pendolari piacentini per tutti i Regionali che da Milano si attestano a Piacenze e viceversa) un fallimento è un eufemismo. I problemi di questi ultimi due anni sono sotto gli occhi di tutti i cittadini lombardi ed emiliani. Non oso pensare se e cosa troveranno i milioni di turisti attesi per Expo 2015: convogli fatiscenti di 40 anni fa, senza aria condizionata, sporchi, con toilettes infrequentabili, perennemente in ritardo, con tempi di percorrenza biblici, in stazioni impresentabili, con biglietterie automatiche (ove presenti) sempre fuori servizio. Complimenti.»

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