Fondazione Vittime dei reati: seguiti nove casi anche a Piacenza

E'stata presentata oggi, 7 marzo, l'attività svolta nel 2010 della Fondazione emiliana-romagnola 'Vittime dei Reati'. Sono stati seguiti dal 2004 anche 9 casi a Piacenza e provincia

E' stata presentata oggi, 7 marzo, nella Sala del Consiglio provinciale l'attività svolta dalla Fondazione Vittime dei reati. Alla presenza del vicepresidente Maurizio Parma e dell'assessore del Comune capoluogo Giovanna Palladini, il direttore della Fondazione Lucia Biavati e un rappresentate del Comitato dei garanti Elisa Cavazzuti hanno illustrato la preziosa attività della Fondazione presieduta dal senatore Sergio Zavoli e unica in Italia per tipologia di attività e di intervento.

NATA NEL 2004 - Nata nel 2004, la Fondazione emiliano-romagnola Vittima dei reati, con la firma dell´atto costitutivo da parte dei Soci fondatori rappresentanti la Regione Emilia-Romagna, le Province e i Comuni Capoluogo della regione, la Fondazione fornisce un sostegno immediato alle vittime dei crimini di maggiore gravità. La Fondazione, come ha ricordato l'assessore Maurizio Parma è intervenuta in nove casi anche nella nostra provincia: in un caso di omicidio e in casi di maltrattamenti e abusi su minori. "E' uno strumento agile - ha spiegato il direttore Lucia Biavatti - capace di azioni di pronto intervento su casi di emergenza".

"La Fondazione - ha proseguito - interviene a  favore delle vittime dei reati, compresi gli appartenenti alle forze di polizia nazionali e alla polizia locale, quando, da delitti non colposi, ne derivi la morte o un danno gravissimo alla persona. Per danno gravissimo alla persona si intendono i danni arrecati ai beni morali e materiali che costituiscono l´essenza stessa dell´essere umano, come la vita, l´integrità fisica, la libertà morale e sessuale, ma non prevede danni a carico del patrimonio".

GLI INTERVENTI - "L´intervento economico è volto a permettere alla vittima o alla sua famiglia di affrontare nell´immediato lo choc determinato da un grave crimine, mediante un intervento rapido, spesso in denaro che  può essere attivato sia quando il fatto è avvenuto nel territorio regionale, sia quando è avvenuto fuori del territorio regionale, ma abbia come vittime cittadini residenti in Emilia-Romagna". "La richiesta di intervento - ha invece spiegato Elisa Cavazzuti - viene sempre rivolta alla Fondazione da un Sindaco sia esso del Comune o del Comune di residenza della vittima, che istituisce un'istruttoria che viene poi valutata dal Comitato dei garanti".

COME AGISCE - "La Fondazione agisce in termini concreti e prevede diverse modalità di intervento che possono andare dalla elargizione di una somma di denaro per fare fronte alle immediate necessità, sia il sostegno scolastico per brevi periodi ai figli della vittima o particolari cure mediche, spese per la copertura per alcuni mesi dell’affitto di casa, oppure semplicemente una donazione una tantum per affrontare nell’immediato le difficoltà più urgenti". 

"La Fondazione - ha concluso - nasce per poter intervenire con rapidità, senza dover affrontare i vincoli amministrativi di una pubblica amministrazione, di fronte ad emergenze, a volte drammatiche, delle persone e delle loro famiglie pur mantenendo l’intervento nell’area della responsabilità pubblica".

"Il valore della Fondazione è grande perchè intervieni con azioni di pronto intervento su casi di emergenza, e tenta, nel medesimo tempo, attraverso azioni concrete, di ricostruire quel patto fiduciario tra la vittima del reato, le Istituzioni e  la società civile. Quella relazione fiduciaria che viene meno, quando un cittadino rimane vittima di un reato e sopravviene quello stato di disperazione che rompe più o meno consapevolmente  le relazioni tra le vittime, la società e le istituzioni".

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"La Fondazione è la testimonianza che può esistere la possibilità di occuparsi degli effetti negativi che queste fratture lasciano in tutte le persone coinvolte: le vittime, le vittime secondarie (come i familiari delle vittime), la comunità. Se non possiamo intervenire sulla dimensione esistenziale legata ai fatti, i vissuti, i valori violati, possiamo testimoniare con azioni concrete che le Istituzioni ci sono, che la società non si dimentica delle proprie vittime, non per buonismo ma perchè  siamo chiamati a farci carico e soprattutto a prenderci cura dei nostri cittadini nei momenti più drammatici e difficili". Per tutte le informazioni è possibile consultare il sito: www.fondazionevittimereati.it.

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