Cronaca

«Tantissimi giovani qui per Kristopher e perché attaccati alla vita»

Nei giardini della parrocchia di San Lazzaro i funerali del 17enne Kristopher Dixon. Tanta commozione tra i coetanei del giovane: «Strappava sempre un sorriso a chiunque. Ora ci direbbe di vivere al massimo»

Avvolto dentro alla bandiera a stelle e strisce, perché gli Usa – spesso simboli di sogni da realizzare - erano il suo Paese tantoKristopher Dixon-2 quanto l’Italia. Kris era cresciuto a San Lazzaro, era piacentino e americano e probabilmente si sentiva un cittadino del mondo. Quel mondo che stava assaggiando, scoprendo, con l’entusiasmo dei diciassette anni e un carattere molto aperto. Durante una vacanza a Roma, lo scorso venerdì 17 settembre, Kristopher Dixon ha perso la vita in sella ad un motociclo, scontrandosi con un tram.

I suoi funerali si sono svolti nei giardini della parrocchia di San Lazzaro, nel pomeriggio del 22 settembre, di fronte a quasi duemila persone. Tanti presenti per cercare di stringersi il più possibile attorno ai familiari. La mamma Katia Tarasconi – travolta dall’affetto di tutto il mondo politico e della comunità piacentina - è consigliera regionale del Pd ed ex assessore al commercio. Il nonno è l’imprenditore Maurizio Tarasconi.

Ma, a salutarlo, soprattutto, c’erano giovanissimi. C’erano i compagni di scuola, gli amici, i compagni di squadra del Gotico-Garibaldina, quelli conosciuti in parrocchia e quelli durante i pomeriggi e le serate in giro per la città, così come gli amici e conoscenti della sorella Rebecca. Quasi come se fosse deceduto un campione dello sport o un idolo musicale: ma di mezzo, stavolta, c’è purtroppo un coetaneo come loro, che quest’anno doveva affrontare la maturità. Ai suoi funerali, una marea di tute sportive da calcio, felpe, sneakers. Centinaia e centinaia di ragazzi che provano perciò a rimanere abbracciati per farsi forza, a sostenersi uno con l’altro. Un lutto collettivo che ha sconvolto tutti.

«Di fronte a un dolore del genere – ha detto durante la celebrazione don Silvio Pasquali, che ha officiato i fun19.15.53-2erali - non si può rimanere indifferenti. Ognuno vive il lutto in maniera diversa, è comprensibile annaspare per trovare risposte alla domanda che spesso ci facciamo: “perché tutto questo?”. Ma la domanda è sbagliata, non c’è un perché». Il sacerdote ha invitato i presenti a spalancare le porte a Dio. «Neppure la morte ci può separare dall’amore. È una morta assurda, è istintivo prendersela con Dio, ma ognuno deve trovare una risposta da solo a questo dolore. E ricordatevi che chi spalanca le porte a Cristo, credendo, è già risorto». Anche don Silvio, durante il funerale, ha ricordato la vivacità del giovane, che aveva frequentato da bambino la parrocchia, l’attività scout, i Grest estivi. «Ci sono così tanti giovani qui per ricordare Kristopher - ha aggiunto don Piero Bulla, che ha concelebrato le esequie -, ma qui anche perché attaccati a una vita piena, di gioia».

Quattro coetanei, al termine della messa, hanno voluto evidenziare il carattere solare di Kristopher. «Viene da sorridere a pensare a lui – lo ha così ricordato Ester - sono grata di averlo conosciuto e chi non ha avuto l'occasione di farlo si è perso tanto. Era cocciuto, ma sensibile. Qualsiasi cosa che farò nella mia vita, sarà per lui. Ora me lo immagino a fare festa in cielo, come ha sempre fatto». «Strappava un sorriso a chiunque – ha detto Lola a nome della sua classe, la 5b del liceo economico sociale al Colombini - ricordiamo solo belle giornate con lui». Nico e Tommy hanno ricordato la spensieratezza del coetaneo e le cose che amava di più. «Giocare fino a sera, playstation, discoteca, partite infinite a tutto, il basket Nba, la passione per gli stessi atleti e miti. Mi ricorderò per sempre di te e del tuo sorriso che ti contraddistingueva», ha detto il primo. «Ora ci diresti di andare avanti - ha chiosato l'altro amico - di vivere le nostre vite al massimo. Rimarrai sempre nel nostro cuore».

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