A bordo dell'auto arnesi da scasso, «Stavamo cercando oggetti della guerra di partigiana»

Agli arresti domiciliari i due uomini sorpresi dai carabinieri a Ottone nel tardo pomeriggio del 9 marzo dopo aver probabilmente fatto visita a una casa disabitata

«Non siamo dei ladri, stavamo cercando oggetti della guerra partigiana e gli arnesi ci servivano per aprire delle casse militari».  Hanno provato a difendersi così i due uomini fermati e arrestati dai carabinieri a Ottone dopo una segnalazione di una residente nei giorni scorsi. I due – un 49enne operaio di origine cagliaritana e un 28 barista di Lerici – erano stati sorpresi mentre tentavano di rubare in una casa disabitata d’inverno nel tardo pomeriggio del 9 marzo. Una donna residente nella frazione di Pei aveva prontamente segnalato ai carabinieri di Ottone una macchina sospetta sostare nei pressi di una casa solitamente disabitata, poiché destinata alla villeggiatura estiva. Immediatamente intervenuti sul posto, i carabinieri erano riusciti a intercettare la vettura prima che imboccasse la Statale 45.All’interno dell’abitacolo e del portabagagli i due avevano diversi bustoni pieni di suppellettili e complementi di arredo come posateria, quadri e altro materiale di genere analogo. Ma non solo. I militari dell’Arma hanno trovato anche diversi arnesi atti allo scasso tra i quali, oltre al tradizionale piede di porco ed alla tronchese, compariva anche un metal detector.

Il Gip Giuseppe Bersani ha disposto per loro gli arresti domiciliari. I due, incensurati, sono difesi dagli avvocati Ilaria Zedda e Gaia Molinari. Nel corso della perquisizione a bordo del veicolo i carabinieri avevano rinvenuto anche un fucile calibro 12 perfettamente funzionante e completo di matricola, ma privo di intestatario. Il 49enne e il 28enne dicono di averlo trovato tra i rifiuti vicino alla casa disabitata oggetto della segnalazione della vicina. Per loro era scattato l’arresto per furto in abitazione, porto abusivo di arma comune da sparo e porto di oggetti atti ad offendere. 

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