Furti alla Sda, molti degli arrestati rispondono al giudice

Interrogatori di garanzia per le persone che si trovano in carcere o agli arresti domiciliari. Nei prossimi giorni sentiti anche coloro che hanno l’obbligo di firma. Gli avvocati difensori chiedono la remissione in libertà dei loro assistiti

Sono cominciati gli interrogatori di garanzia dei 37 arrestati nell’operazione Stealing job, che ha sgominato un’organizzazione che sarebbe stata dedita ai furti di merci dal magazzino Sda di Monticelli d’Ongina. Per gli accusati - oltre ai 37 che hanno avuto misure cautelari ci sono altri 94 denunciati - il sostituto procuratore Matteo Centini ha ipotizzato l’associazione per delinquere finalizzata a diversi reati: furto, ricettazione, peculato. Dal 2017, il gruppo - composto per lo più da dipendenti della cooperativa Elpe - secondo le indagini della procura e dei carabinieri i Fiorenzuola e Monticelli, sarebbe entrato in possesso di merci (elettronica, smart tv, abbigliamento, tecnologia, telefoni cellulari e computer e altro) per un valore stimato in una decina di milioni di euro. Tutte merci fatte uscire dalla sede Sda, e poi rivenduta a commercianti compiacenti, grazie a una organizzazione rigida che lasciava poco spazio all’improvvisazione: ogni aspetto era curato e gestito fin nei dettaglia, fin dal momento in cui un camion entrava per scaricare la merce. E chi si intrometteva, veniva intimidito o messo da parte oppure subiva ritorsioni peggiori, come il dipendente che primo segnalò che qualcosa non andava: gli venne bruciata l’auto davanti alla Sda.

Il giudice per le indagini preliminari, Luca Milani, ha sentito, il 2 luglio, per prime le persone che si trovano in carcere (14). Seguiranno poi coloro che sono agli arresti domiciliari (11) e, infine, chi ha ottenuto l’obbligo di firma (13).

Dalle indagini uno dei vertici è considerato Diego Accardo, 57 anni. L’uomo si trova alle Novate, insieme con il figlio Mirko, 27, Gaspare, 27 (nipote di Diego), e il fratello Onofrio, di 57 anni, e la moglie di Diego, Maria Pia Roppolo, 51 anni. Tutti sono difesi dagli avvocati Giuseppe Dametti, Emanuele Solari e Giorgio Bosoni. Interrogati dal giudice hanno risposto alle domande del giudice, fornendo una propria versione dei fatti. Per loro, i difensori hanno chiesto la remissione in libertà. Il giudice, per tutti, dovrebbe pronunciarsi nei prossimi giorni.

Anche Roberto Stamera, difeso dall’avvocato Stefano Lavelli, ha risposto alle domande del gip Milani. Al termine dell’interrogatorio, Lavelli ha chiesto la remissione peri proprio assistito. Stamera, secondo la procura, non partecipava ai furti, ma “forniva il proprio contributo nella fase finale della ricettazione, godendo di particolare fiducia da parte di Diego Accardi che in varie occasioni gli concedeva di trattenere la merce a credito” si legge nell’ordinanza.

Il giudice ha ascoltato anche Gheorghe Balasa, difeso dall’avvocato Mauro Pontini. Balasa, secondo le accuse aveva il ruolo di ricettare la merce rubata. Abile rivenditore, “con grandi disponibilità di denaro ha ricevuto consistenti quantitativi di merce che ha poi in autonomia successivamente rivenduto”.

Inoltre, si legge nei capi di accusa “grazie al consolidato rapporto di fiducia e di collaborazione con i fratelli Accardi effettuava veri e propri ordinativi di materiale, venendo spesso messo a conoscenze in tempo reale della fasi di appropriazione per poter immediatamente avviare la trattativa di compravendita”.

Giancarlo Guarnieri, 59 anni, accusato di peculato, difeso dall’avvocato Lorenza Dordoni (che assiste anche Pasquale Andriotta), ha fornito al gip la propria versione dei fatti. Il difensore ha chiesto al giudice la remissione in libertà.

Se Accardo è considerato il leader del gruppo chiamato dei “siciliani”, alla testa dei “calabresi”, la procura ha individuato Carmine Pascale - in un primo tempo, fino al suo arresto - e Nicola Dattilo in seguito (Dattilo, difeso dall’avvocato Marco Azzali, Foro di Cremona, si è avvalso della facoltà di non rispondere). Due gruppi che, secondo le indagini, operavano in sinergia e cercavano di “non pestarsi i piedi”. Guarnieri, dipendente di Sda, avrebbe fornito informazioni “sulle modalità di sorveglianza del centro Sda” grazie al fatto di potersi muovere liberamente, come ha sostenuto la procura.

L’ordinanza di custodia cautelare disegna un’associazione dedita al furto, con una organizzazione “del lavoro” ferrea e ben organizzata. Ora gli inquirenti, sono alla ricerca delle refurtiva e di chi possa averla rivenduta nei negozi di varie province.

LE MISURE CAUTELARI

In carcere: Diego Accardo, Nicola Dattilo, Carmine Pascale, Mirko Accardi, Onofrio Accardi, Gaspare Accardi, Gheorghe Balasa (Romania), Emilian Pop (Romania), Antonino Gucciardo, Roberto Stamera, Tudor Pop (Romania), Mohamed Illigue (Marocco), Antonio Bacioterracino, Giancarlo Guarnieri.

Ai domiciliari: Valeriu Gamart, Ileana Stanisor, Felice La Corte, Salvatore Pascale, Salvatore Mesoraca, Pasquale Andriotta, Gennaro Fusco, Alessio Borsotti, Maria Pia Roppolo, Besnik Korreshi (Albania).

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